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Strage Crans-Montana, la Svizzera apre alla collaborazione con l’Italia: "Squadre investigative comuni"

crans montana svizzera

Crans-Montana, svolta nelle indagini: collaborazione italo-svizzera e ultimi sviluppi sulla tragedia.

A Crans-Montana, in Svizzera, le autorità hanno autorizzato la collaborazione con l’Italia per le indagini sull’incendio che ha ucciso 40 giovani. La costituzione di squadre investigative comuni consentirà di accelerare le verifiche, garantendo trasparenza e chiarezza sulle responsabilità. Il Dipartimento degli Affari Esteri svizzero sottolinea che “Svizzera e Italia perseguono lo stesso obiettivo“.

Strage di Crans-Montana: indagini e responsabilità

L’Italia, dal canto suo, aveva insistito per una collaborazione immediata. Nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva espresso “profonda indignazione e sconcerto” per i ritardi iniziali e aveva chiesto che “sia costituita senza ritardo e senza ulteriori resistenze una squadra investigativa comune, che utilizzi la competenza e la professionalità degli appartenenti alle forze di polizia italiani“.

Anche il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha commentato la vicenda: “Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità“.

Come riportato dall’ANSA, un messaggio audio di Jacques Moretti a un suo collaboratore mostra le preoccupazioni sul materiale utilizzato nel locale: “Sì Gaétan, prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco… Fammi sapere se va bene. Dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle“. Il messaggio riguarda la schiuma fonoassorbente che stava staccandosi dal soffitto, lo stesso materiale che la notte di Capodanno è esploso in fiamme causando la morte di 40 persone e il ferimento di altri 116 giovani.

Crans-Montana, passo avanti nelle indagini in Svizzera: “Squadre investigative comuni con l’Italia”

La Svizzera ha confermato la collaborazione con l’Italia per le indagini sul tragico incendio di Crans-Montana. “Il Ministero pubblico del Cantone del Vallese ha appena comunicato all’Ufficio federale di giustizia (Ufg), nella sua funzione di autorità centrale per l’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale, che entro la fine della settimana darà seguito alla richiesta italiana“, si legge in una nota ufficiale. Le autorità elvetiche precisano inoltre che “le due autorità di perseguimento penale hanno anche la possibilità di unirsi per le indagini in cosiddette squadre investigative comuni“, un istituto previsto dall’articolo 20 del secondo protocollo aggiuntivo della Convenzione europea di assistenza giudiziaria.

Il Dipartimento degli Affari Esteri svizzero ha sottolineato che “la Svizzera e l’Italia perseguono il medesimo obiettivo” e che “le circostanze che hanno condotto alla morte di 40 giovani provenienti da numerosi Paesi devono essere chiarite con rapidità, trasparenza e in modo esaustivo, e le persone responsabili devono essere chiamate a risponderne“.

L’Ufg ha ricordato come la costituzione di gruppi investigativi comuni sia una procedura abituale, particolarmente utile nei procedimenti complessi o di ampia portata, perché evita di dover presentare richieste di assistenza giudiziaria per ogni singolo caso. La gestione dell’inchiesta rimane comunque di esclusiva competenza della giustizia vallesana: “Un principio fondamentale del nostro sistema democratico è la separazione dei poteri: la politica non deve interferire con la giustizia“, ha ribadito l’Ufg.