Una tragedia che ha sconvolto l’opinione pubblica e aperto interrogativi sulla sicurezza in una delle località turistiche più note d’Europa. L’incendio di Capodanno a Crans-Montana, costato la vita a quaranta persone e più di 100 feriti, è ora al centro di indagini giudiziarie e di una crescente richiesta di giustizia da parte delle famiglie delle vittime.
Nelle ultime ore è arrivata la decisione dell’Italia.
Dolore, rabbia e richiesta di giustizia delle famiglie delle vittime di Crans-Montana
Cresce l’indignazione dei familiari delle vittime e dei feriti, sconvolti da quanto accaduto in una località considerata da sempre sinonimo di sicurezza. Tra loro c’è un avvocato milanese, padre di un sedicenne rimasto gravemente ferito e trasferito d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano. L’uomo racconta, all’Ansa, lo choc per aver scoperto falle così gravi nei sistemi di protezione di un luogo di fama internazionale e invoca una punizione esemplare per chiunque risulti responsabile. A rafforzare la richiesta di verità è arrivata anche la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai ragazzi ricoverati, durante la quale è stato assicurato l’impegno del governo affinché tutte le responsabilità vengano chiarite.
Crans-Montana, anche l’Italia cerca la verità sulla strage: novità sull’indagine della Procura
La Procura di Roma ha avviato un’indagine sul devastante incendio scoppiato a Capodanno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, tragedia che ha provocato quaranta vittime, tra cui sei cittadini italiani. I reati ipotizzati sono omicidio colposo e incendio, competenze che spettano ai pubblici ministeri della Capitale quando eventi all’estero coinvolgono connazionali.
L’iniziativa giudiziaria è stata preceduta da una segnalazione ufficiale della Farnesina a piazzale Clodio. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e affideranno gli accertamenti alle forze dell’ordine, mentre parallelamente la Procura del Cantone Vallese, guidata da Beatrice Pilloud, sta già procedendo per omicidio, lesioni e incendio colposi. In Svizzera risultano al momento indagati i gestori del disco-bar, Jacques Moretti e Jessica Maric.