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Negli ultimi mesi la Russia ha registrato un aumento significativo del debito pubblico e del debito privato. I dati ufficiali segnalano un incremento che influisce sulle scelte di politica fiscale e sulle relazioni con partner esteri.
L’incremento deriva in parte da scelte di finanziamento alternative e da una crescente integrazione economica con la Cina.
Per integrazione economica si intende l’espansione di scambi commerciali, investimenti e meccanismi finanziari bilaterali che ridisegnano i canali di credito e capitale. Le ricadute riguardano la sostenibilità del debito e la capacità dello Stato di finanziare spese pubbliche strategiche.
La fotografia dei debiti esterni e interni
Debito estero: detenzione da investitori stranieri
Secondo i dati del ministero delle Finanze, alla data del 1 febbraio gli investitori esteri detenevano titoli di stato russi per un valore di $61,97 miliardi.
Si tratta principalmente di obbligazioni a lungo termine. La rivalutazione di questi titoli in valuta estera è stata influenzata dall’andamento del rublo.
Debito interno: composizione e dimensione
Sul fronte interno, il ministero segnala una posizione consolidata di debito interno pari a 34,81 trilioni di rubli all’inizio del 2026 (circa $498 miliardi).
Questa massa comprende titoli federali OFZ, prestiti intergovernativi e altri strumenti emessi per coprire i fabbisogni del bilancio pubblico.
Le dinamiche descritte influiscono sulla sostenibilità del debito e sulla capacità dello Stato di finanziare spese pubbliche strategiche.
Andamento dei tassi e del deficit
Le dinamiche dei mercati dei titoli e le scelte di finanziamento dello Stato proseguono l’impatto sulla sostenibilità del debito e sulla capacità di finanziare spese pubbliche strategiche.
I rendimenti dei titoli governativi a 10 anni si attestavano intorno al 14,63%, in lieve discesa rispetto ai giorni precedenti. Il deficit di bilancio ha mostrato una contrazione strutturale: nel solo gennaio il disavanzo ha raggiunto quasi la metà dell’obiettivo annuale fissato per il 2026, pari a 3,8 trilioni di rubli (circa 49,4 miliardi di dollari). Per coprire il fabbisogno 2026 il governo ha aumentato l’emissione di titoli ad alto rendimento, contribuendo all’incremento del debito interno.
La guerra, i costi e le scelte di finanziamento
Il governo russo ha aumentato la dipendenza da strumenti di finanziamento alternativi a causa dell’aumento delle spese militari. Le operazioni belliche nel 2026 sono costate alla Russia circa 13,5 trilioni di rubli, pari a oltre il 6% del Pil. Questo onere ha reso necessario reperire liquidità sia sul mercato interno sia su quello estero, aggravando la gestione del debito e la pressione sui rendimenti dei titoli di Stato.
Emissioni in renminbi e diversificazione dei finanziamenti
Per mitigare le limitazioni nell’accesso ai mercati occidentali, la Russia ha emesso debito denominato in renminbi. La prima collocazione in valuta cinese ha raccolto circa 20 miliardi di renminbi a tassi compresi tra il 6% e il 7%.
La scelta rientra in una strategia volta a sostituire gradualmente scadenze in dollari ed euro con obbligazioni in valute alternative. Tale diversificazione cerca di ridurre la dipendenza da controparti occidentali e di ampliare la platea degli investitori, sebbene comporti rischi di cambio e di mercato specifici.
La dipendenza economica dalla Cina e i rischi strategici
La guerra e le sanzioni hanno accelerato il pivot verso est: la Cina è diventata il principale partner commerciale di Mosca. A metà del 2026 Pechino assorbiva circa il 30% delle esportazioni e il 35% delle importazioni della Russia, mentre la quota del commercio con l’Europa è precipitata. La dipendenza riguarda materie prime ed esportazioni a basso valore aggiunto, oltre all’importazione di beni tecnologici e componentistica.
Questo squilibrio presenta un duplice profilo. Da un lato consente a Mosca di monetizzare le risorse energetiche e mantenere flussi di cassa nonostante le restrizioni occidentali. Dall’altro aumenta la leva politica ed economica di Pechino, che può negoziare condizioni più favorevoli su prezzi, investimenti e trasferimento tecnologico. La maggiore interdipendenza implica anche rischi valutari e di mercato legati alla concentrazione dei partner commerciali.
Implicazioni per la politica economica russa
La dipendenza dalla Cina limita lo spazio di manovra di Mosca nelle scelte commerciali e industriali. Le autorità russe cercano di diversificare i partner e attrarre investimenti alternative, ma tali strategie richiedono tempo e risorse. Nel breve periodo la dipendenza rafforza la posizione negoziale di Pechino e può tradursi in condizioni meno favorevoli per il tessuto produttivo russo.
Ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime negoziazioni commerciali e nei programmi di investimento congiunto, che definiranno l’entità della dipendenza strutturale e le contromisure possibili da parte di Mosca.
Limiti della cooperazione e vulnerabilità
Il rafforzamento dei legami economici con partner orientali non elimina vincoli strutturali preesistenti. Nonostante il sostegno reciproco, gli investimenti diretti da parte di Pechino restano contenuti e non compensano completamente il venir meno dei capitali occidentali.
Permangono carenze in macchinari industriali avanzati e in tecnologie specialistiche che frenano la sostituzione delle filiere. La crescente esposizione a un unico fornitore internazionale può costringere le autorità russe a scelte politiche ed economiche che erodono parte della sovranità economica nel medio termine. Lo sviluppo dei progetti congiunti e dei programmi di investimento definirà l’entità della dipendenza strutturale e le possibili contromisure di Mosca.
Conseguenze e scenari per la politica economica
Le autorità russe affermano che il rapporto debito/Pil rimane relativamente contenuto. Il presidente ha citato un livello pari a 17,7% del Pil e la possibilità di mantenerlo sotto il 20% nei prossimi tre anni. L’aumento della spesa militare, i tassi elevati registrati in passato e la necessità di finanziarsi in condizioni più onerose rappresentano tuttavia sfide concrete per la gestione del bilancio pubblico.
Per mercati e osservatori internazionali, l’incremento del debito estero e del ricorso all’indebitamento interno, unitamente ai legami finanziari più stretti con la Cina, delineano uno scenario di lungo periodo. Mosca dovrà bilanciare la necessità di finanziamento con la tutela della autonomia strategica. Lo sviluppo dei progetti congiunti e dei programmi di investimento definirà l’entità della dipendenza strutturale e le possibili contromisure adottabili.