In un sorprendente ribaltamento di eventi, l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald trump ha deciso di ritirare le accuse penali contro l’ex atleta olimpico David Hearn. La vicenda, che ha visto Hearn accusato di aver vandalizzato il Lincoln Memorial Reflecting Pool, si è rivelata essere il risultato di una cattiva installazione piuttosto che di un atto di vandalismo.
La svolta è arrivata con una mozione presentata venerdì pomeriggio dall’avvocato degli Stati Uniti Jeanine Pirro, che ha riconosciuto che le accuse contro Hearn non erano supportate dalle prove. Inizialmente, Hearn era stato accusato di aver danneggiato violentemente la nuova copertura del Reflecting Pool, un progetto di ristrutturazione sostenuto dal presidente Trump.
Le accuse e la svolta investigativa
Inizialmente, Pirro aveva descritto le azioni di Hearn come un “affronto alla dignità della nostra storia condivisa” e aveva avvertito che l’atleta avrebbe potuto affrontare fino a 10 anni di carcere per danni a proprietà governative. Tuttavia, nella nuova mozione, Pirro ha ammesso che le informazioni cruciali non erano state ricevute fino a dopo l’indagine contro Hearn.
“Il danno è stato il risultato di un’installazione malriuscita e non di vandalismo, come inizialmente rappresentato dal [Dipartimento degli Interni]”, ha scritto Pirro. Ha inoltre spiegato che la fretta di completare il progetto di ristrutturazione del Reflecting Pool prima della festa dell’Indipendenza, che celebrava il 250° anniversario degli Stati Uniti, aveva portato a lavori affrettati e mal eseguiti.
Le pressioni politiche e i problemi tecnici
La ristrutturazione del Reflecting Pool, lunga 618 metri, è stata una delle numerose modifiche apportate a Washington, DC, durante il secondo mandato di Trump. Il progetto, che mirava a risolvere problemi di perdite lungo i bordi di granito e il fondo in cemento, è stato completato in fretta e furia. Tuttavia, pochi giorni dopo il completamento, sono apparse crepe e alghe verdi sulla superficie del pool.
Il contratto per la ristrutturazione è stato assegnato alla Atlantic Industrial Coatings, un’azienda con cui Trump aveva affermato di aver lavorato in passato. Il contratto, del valore di 13,1 miliardi di dollari, è stato assegnato senza gare d’appalto competitive, sulla base dell’urgenza del progetto. Tuttavia, entro due giorni dall’ispezione finale, l’11 giugno, un ingegnere del National Park Service ha osservato che la nuova copertura del pool aveva iniziato a staccarsi.
Le accuse di vandalismo e la difesa di Hearn
Trump aveva inizialmente accusato alcuni individui di aver vandalizzato il Reflecting Pool, suggerendo che avessero utilizzato un taglierino per danneggiare la copertura e gettato fertilizzante nell’acqua. Hearn, un tre volte olimpionico, ha ammesso di aver toccato la copertura che si stava staccando per curiosità, ma ha sempre negato di aver causato danni.
La decisione di ritirare le accuse è arrivata solo quattro settimane dopo l’indagine contro Hearn. Pirro ha ammesso che la scoperta dei danni significativi nel pool è avvenuta durante un’ispezione il 17 luglio, quando il pool era stato nuovamente svuotato per riparazioni. La rivelazione è avvenuta dopo che l’ufficio del procuratore distrettuale ha ricevuto 695 megabyte di documenti aggiuntivi, che hanno mostrato un processo di installazione affrettato e difettoso.
La decisione di ritirare le accuse ha sollevato domande sulla natura politica delle indagini, con alcuni che suggeriscono che l’amministrazione Trump stesse cercando di salvare la faccia dopo il fallimento del progetto di ristrutturazione. Hearn e il suo team legale hanno definito il caso un “abuso di potere governativo” e hanno richiesto un’apologia da parte dell’amministrazione.
