> > Deficit al 3,1% e avvertimento di Abi su big tech e sovranità

Deficit al 3,1% e avvertimento di Abi su big tech e sovranità

Deficit al 3,1% e avvertimento di Abi su big tech e sovranità

Il presidente dell'Abi mette in guardia: il deficit al 3,1% blocca l'uscita dalla procedura UE e le Big Tech minacciano la sovranità nazionale.

L’Italia si trova ancora al di sotto della soglia di deficit fissata da Maastricht, con il dato definitivo del 2025 al 3,1% del Pil, secondo l’Istat. Questo risultato, superiore al limite del 3% previsto per l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione dell’Unione europea, mantiene il paese nel braccio correttivo del Patto di stabilità, rendendo più complessa la gestione delle spese per energia e difesa.

Deficit del 2025 al 3,1%: ostacolo all’uscita dalla procedura UE

Il dato, che addirittura è aumentato di 355 milioni rispetto alle previsioni di aprile, blocca le speranze del governo di chiudere la procedura di eccessivo disavanzo già nel 2025. La Commissione europea avrà la parola finale a novembre, ma l’esito dipenderà dalle cifre confermate da Eurostat il 21 ottobre.

Nel frattempo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto il risultato con rammarico, precisando che la soglia del 2,7-2,8% prevista per il 2026 rimane l’obiettivo da raggiungere.

Le implicazioni sono molteplici. Senza la deroga al Patto, le 36 miliardi di fondi destinati a energia e difesa dovranno essere inseriti nei calcoli normativi, aumentando la pressione sulla spesa pubblica.

Inoltre, la mancanza di un deficit inferiore al 3% limita la capacità di finanziare ulteriori misure di bilancio prima delle prossime elezioni, lasciando il governo in una posizione delicata.

Antonio Patuelli sull’obbligo di mantenere i patti e sul ruolo delle Big Tech

Nel contesto di queste difficoltà, il presidente dell’AbiAntonio Patuelli ha ribadito che “siamo per mantenere i patti e siamo indisponibili a non mantenerli”. Secondo Patuelli, le banche hanno già contribuito al sostegno dell’economia, ma il futuro dipenderà dal rispetto degli impegni assunti a livello europeo.

Durante un convegno a Palazzo Rasponi a Ravenna Patuelli ha lanciato un avvertimento più ampio: la tradizionale tripartizione dei poteri di Montesquieu è minacciata da un potere concentrato, quello delle Big Tech. Ha sottolineato che la rivoluzione tecnologica attuale richiede un “nuovo costituzionalismo, culturale e codificato”, capace di estendere la tutela dei diritti costituzionali al mondo digitale.

Il richiamo a un nuovo costituzionalismo digitale

Patuelli ha evidenziato come la Costituzione italiana, con la sua parte etica e programmatica, sia pronta a rispondere alle sfide dell’intelligenza artificiale e del digitale. I reati informatici, ha ricordato, sono già perseguibili; la questione è garantire che le norme siano applicate con coerenza e che la società sviluppi una maggiore consapevolezza dei rischi connessi.

Il presidente ha citato l’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, segnalandone i valori civili che coniugano diritti di libertà e doveri di responsabilità erga omnes. Un richiamo alla dimensione etica, fondamentale per regolare l’uso delle tecnologie emergenti.

Necessità di semplificazione normativa per le nuove leggi

Un altro tema centrale dell’intervento di Patuelli è la complessità normativa italiana. Ha chiesto un “grande processo di semplificazione”, dove ogni nuova legge sia accompagnata da un’esplicita abrogazione delle disposizioni superate, per evitare contraddizioni e garantire certezza del diritto.

Il presidente ha inoltre sottolineato che l’Unione europea pur essendo monetariamente forte – l’Euro è la seconda moneta al mondo – soffre di frammentazione legislativa. L’uniformità del diritto tributario, ha osservato, è cruciale per evitare concorrenze sleali tra Stati membri e per consentire una competizione economica basata su regole uguali.

La sfida è duplice: rimettere l’economia in condizioni di sostenibilità e, al contempo, aggiornare il nostro assetto costituzionale e normativo per il nuovo mondo digitale.

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