Il congresso straordinario della Lega si farà. Dopo l’annuncio arrivato dal palco di Pontida, Matteo Salvini ha accelerato sui tempi e, al termine di un lungo Consiglio federale durato circa quattro ore, ha ribadito la volontà di arrivare all’appuntamento entro un mese. La data e il luogo non sono ancora stati definiti, anche se il segretario ha ammesso che gli piacerebbe che il congresso si svolgesse a Milano.
La riunione del partito è stata accompagnata dalle tensioni tra la leadership nazionale e l’area che da tempo chiede maggiore peso per i territori del Nord. Salvini ha replicato alle richieste di maggiore rappresentanza sottolineando il peso della Lombardia nel governo: “Gli unici che proprio non possono chiedere più rappresentanza e più presenza sul territorio sono i lombardi, lo dico da lombardo“.
Secondo il segretario, infatti, “su cinque ministri ci sono cinque ministri lombardi“.
Salvini, l’annuncio sul congresso straordinario: “Mi aspetto che si candidi qualcun altro”
Alla riunione di via Bellerio erano presenti, tra gli altri, il governatore lombardo Attilio Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, che ha lasciato l’incontro in anticipo per motivi personali.
Assenti invece Massimiliano Fedriga, impegnato in attività istituzionali, e Luca Zaia, in partenza per una missione del Consiglio regionale del Veneto in Armenia. Alberto Stefani, governatore del Veneto, era atteso alla riunione ma ha avuto un incidente stradale senza conseguenze.
Salvini ha spiegato di aspettarsi che al congresso possano emergere altre candidature: “Conto e mi aspetto che si candidi qualcun altro“. Allo stesso tempo, ha sottolineato che il Consiglio federale ha ribadito all’unanimità dei presenti la fiducia nel suo ruolo di segretario. Ha inoltre precisato che saranno i delegati al congresso, e non i governatori, ad avere diritto di voto sulla sua leadership.
Il segretario ha però insistito sul fatto che sarà il congresso a dover avere l’ultima parola. Una posizione già espressa a Pontida, dove Salvini aveva annunciato di voler chiedere ai militanti la conferma della fiducia attraverso il voto dei delegati. L’appuntamento, nelle intenzioni del leader leghista, non dovrà essere soltanto una formalità: “Si discuterà di tutto“, ha assicurato, definendolo un congresso che non sarà “finto“. Sul fronte dell’azione di governo, Salvini ha inoltre chiesto di accelerare sulla sicurezza e sulla presenza dei militari nelle città, tornando a sostenere la necessità di arrivare a 10mila uomini impiegati nelle strade. Ha poi ribadito la posizione della Lega sulla riforma delle pensioni e sul superamento della legge Fornero, chiedendo che il tema venga affrontato nella prossima legge di bilancio.
Salvini: “Oggi ci sono classi ghetto”
A margine del Consiglio federale, Salvini è intervenuto anche sul tema dell’integrazione scolastica e della presenza di alunni stranieri nelle classi. “Oggi ci sono classi ghetto. Classi con 20 bimbi stranieri, di 15 etnie diverse che parlano 15 lingue diverse e 3 bimbi italiani, che non permettono agli insegnanti di fare il loro lavoro“, ha dichiarato. Il leader della Lega ha quindi sostenuto la necessità di introdurre un limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi e di prevedere percorsi di apprendimento della lingua italiana per i genitori degli studenti che hanno difficoltà di inserimento. “Mettere un tetto agli alunni stranieri e portare i genitori di questi alunni a parlare la lingua italiana è un bene per i bimbi e per gli insegnanti“, ha affermato, aggiungendo di aspettarsi che anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella condivida questa impostazione.
Le parole arrivano mentre il governo sta lavorando a misure riguardanti la composizione delle classi e l’integrazione linguistica. La proposta annunciata prevede un tetto agli studenti stranieri per classe e interventi per favorire l’apprendimento dell’italiano in determinati casi. Salvini è tornato inoltre sulla questione del divieto di burqa e niqab nelle scuole. Alla domanda se la presidente del Consiglio Giorgia Meloni stia “inseguendo“ Roberto Vannacci sul tema, il vicepremier ha risposto negativamente, sostenendo che si tratti di una battaglia portata avanti dalla Lega da anni. Ha quindi chiamato in causa il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, affermando che il relativo decreto sarebbe pronto da mesi. Il tema del divieto di burqa e niqab a scuola rientra effettivamente tra le misure annunciate dal governo, insieme alle nuove disposizioni sulla presenza di studenti stranieri nelle classi.
Con il congresso straordinario ormai avviato verso ottobre, la Lega si prepara dunque a un passaggio interno nel quale, oltre alla leadership di Salvini, potranno essere affrontati gli equilibri tra centro e territori e la linea politica del partito.
