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Morte Gabriella Querino, la verità dall'autopsia: "Morta sul colpo"

Morte Gabriella Querino, la verità dall'autopsia: "Morta sul colpo"

Eseguita l'autopsia sui corpi di Gabriella Querino e Sean Michieli. Sono emersi i primi dati sul decesso.

Emergono i primi elementi dagli esami autoptici eseguiti sui corpi di Gabriella Querino e Sean Michieli, i due giovani sposi morti all’alba del 12 settembre in un tragico incidente nella Laguna di Venezia. La 26enne brasiliana sarebbe deceduta sul colpo a causa delle gravissime conseguenze dello schianto tra il barchino condotto dal marito e un taxi acqueo.

L’autopsia è stata eseguita nel pomeriggio di lunedì 21 settembre. Sul corpo di Gabriella sono stati riscontrati i segni compatibili con un impatto particolarmente violento. Per avere un quadro completo saranno però necessari ulteriori accertamenti, a partire dagli esami tossicologici disposti su entrambe le salme, i cui risultati sono attesi nei prossimi giorni.

Morti a Venezia: le verifiche sulle due imbarcazioni

La ricostruzione della dinamica dell’incidente resta al centro dell’inchiesta della Procura di Venezia. Il 24 settembre è previsto il conferimento dell’incarico ai consulenti tecnici che dovranno analizzare le due imbarcazioni coinvolte nello schianto. Tra gli elementi che dovranno essere verificati ci sono la velocità dei due mezzi e il corretto funzionamento delle luci al momento dell’incidente, avvenuto nelle prime ore del mattino.

Il consulente potrebbe inoltre effettuare un sopralluogo nel punto della laguna in cui si è verificato lo scontro, così da ricostruire nel modo più preciso possibile traiettorie e condizioni di navigazione.

L’inchiesta è coordinata dalla pm Daniela Moroni e procede nell’ambito del fascicolo per omicidio nautico e naufragio colposo. Gli accertamenti dovranno stabilire eventuali responsabilità e chiarire la sequenza dei fatti che ha portato alla morte dei due coniugi.

Le analisi sul tassista e i testimoni da ascoltare

Un ulteriore elemento al vaglio degli investigatori riguarda il conducente del taxi acqueo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti già disposti dalla Procura, sarebbero state rilevate tracce di alcol e sostanze stupefacenti nei campioni biologici dell’uomo. Saranno effettuate ulteriori analisi per verificare e confermare questi risultati.

La presenza di tali tracce, qualora confermata, dovrà comunque essere valutata nell’ambito dell’intera ricostruzione dell’incidente e degli accertamenti tecnici sulla navigazione. Nel frattempo, il proprietario del taxi acqueo avrebbe presentato al Comune di Venezia una richiesta per il trasferimento della licenza di trasporto. L’operazione potrebbe assumere rilievo anche sotto il profilo dell’eventuale risarcimento dei danni alle famiglie delle vittime, aspetto che dovrà essere valutato nelle sedi competenti.

La Procura ha inoltre avanzato una richiesta di rogatoria internazionale per poter ascoltare come testimoni i passeggeri presenti sul taxi al momento dello schianto. Si tratta di una coppia statunitense che quella mattina era diretta verso l’aeroporto Marco Polo di Tessera. Le loro testimonianze potrebbero fornire ulteriori elementi utili per ricostruire cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti alla collisione.

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