Beppe Grillo torna a parlare pubblicamente e lo fa dai microfoni di Pulp Podcast, il programma condotto da Fedez e Mr. Marra. In oltre un’ora di conversazione, il fondatore del Movimento 5 Stelle affronta diversi temi, dal proprio passato televisivo alla famiglia, dalla tecnologia alla politica, senza risparmiare critiche all’attuale Movimento guidato da Giuseppe Conte.
Uno dei passaggi più attesi riguarda proprio il futuro politico di Grillo. Di fronte alle domande sulla possibilità di fondare un nuovo partito, l’ex garante del M5S esclude questa ipotesi, almeno nelle forme di una nuova organizzazione politica strutturata. “Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà.
Posso dare degli input, delle idee“, ha dichiarato. Le sue parole, però, non chiudono del tutto il discorso sul suo rapporto con la politica. Beppe Grillo ha infatti aggiunto: “Mi hanno detto che sono stato polverizzato ma nella polvere ci sono ancora i semi di qualcosa“. Una frase che lascia aperta una riflessione sul futuro delle idee alle quali continua a rivendicare un legame.
L’attacco al Movimento 5 Stelle e a Giuseppe Conte
Il passaggio più duro dell’intervista riguarda il Movimento 5 Stelle. Grillo sostiene che quello attuale sia profondamente diverso dal progetto nato insieme a Gianroberto Casaleggio e afferma di essere stato “estromesso“, pur precisando di non avere rimpianti. Nel descrivere l’attuale M5S, utilizza alcune delle sue consuete metafore: secondo Grillo, il Movimento sarebbe “in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli“. E aggiunge che, a suo giudizio, si tratta di un movimento che “di progressista ha solo la paralisi progressiva“. Le dichiarazioni rappresentano il punto di vista dell’ex garante sul percorso intrapreso dal Movimento e sul ruolo di Conte alla sua guida.
Grillo torna anche alle origini del progetto politico, ricordando le idee condivise con Casaleggio e sostenendo che molte delle intuizioni discusse vent’anni fa siano oggi diventate temi centrali del dibattito pubblico. “Mi sento postumo di me stesso da vivo“, afferma, spiegando così la distanza che percepisce tra il Movimento delle origini e quello attuale. Nel corso della conversazione affronta inoltre il tema del nazionalismo e del ritorno di parole come patria e bandiera. Grillo definisce fascismo, nazionalismo e patriottismo “malattie infantili“, inserendo queste considerazioni nella sua più ampia riflessione sull’evoluzione del panorama politico italiano.
Dalla televisione alla famiglia: il racconto personale di Grillo
L’intervista non è però concentrata esclusivamente sulla politica. Grillo ripercorre alcuni momenti della propria carriera televisiva e parla del rapporto con il mondo dello spettacolo, lamentando quella che considera una progressiva rimozione del proprio nome dalla memoria televisiva. Ampio spazio viene dedicato anche alla famiglia e, in particolare, al figlio Ciro. Grillo racconta il periodo difficile che sta attraversando e riferisce che il figlio, dopo la laurea, sta studiando per diventare avvocato penalista con l’intenzione di difendersi personalmente e sostenere la propria innocenza nella vicenda giudiziaria che lo riguarda.
Nel complesso, l’intervento a Pulp Podcast segna il ritorno di Grillo a una lunga conversazione pubblica dopo un periodo di minore esposizione. Non annuncia la nascita di un nuovo partito, ma torna a rivendicare le idee alla base del Movimento 5 Stelle e a contestare apertamente la sua evoluzione sotto la leadership di Conte. Le sue dichiarazioni riaprono così il confronto sul rapporto tra il fondatore e il Movimento che contribuì a creare.
