Ed Sheeran rompe il silenzio sulla guerra a Gaza e lo fa dal palco del Lincoln Financial Field di Philadelphia, nel primo concerto dopo la bufera che ha investito il suo Loop Tour. “Quello che sta accadendo a Gaza è catastrofico e ingiustificabile“, ha detto il cantante britannico, spiegando di non poter più nascondere le proprie opinioni su una questione che definisce prima di tutto umanitaria.
Le parole arrivano dopo l’esclusione di Macklemore dal tour per i suoi interventi a sostegno della Palestina e il ritiro di diversi artisti che avrebbero dovuto accompagnare Sheeran nelle date statunitensi. Il cantante ha anche ammesso di aver commesso degli errori e si è detto dispiaciuto per la situazione, ribadendo però di voler mantenere i suoi concerti come luoghi aperti a tutti e lontani dalle divisioni politiche.
Il caso Macklemore e le accuse sulla libertà di espressione
La vicenda era esplosa a inizio settembre, quando Macklemore, durante un concerto al MetLife Stadium in New Jersey, aveva pronunciato dal palco parole a sostegno dei palestinesi e lo slogan “Free Palestine“. Nei giorni successivi il rapper è stato escluso dalle restanti date americane del Loop Tour.
Secondo quanto ricostruito dal promoter Messina Touring Group e riferito da Sheeran, sarebbero stati diversi gli impianti a comunicare che non avrebbero ospitato concerti con Macklemore. Sheeran aveva già chiarito sui social di non essere stato lui a decidere l’allontanamento del rapper. Il cantante ha raccontato di aver cercato per giorni di mediare tra le diverse parti e di costruire un compromesso. La vicenda ha però provocato ulteriori conseguenze: tra gli artisti che hanno lasciato il tour figurano Finneas, Lukas Graham e Aaron Rowe, oltre alla band di supporto Beoga.
Dal palco di Philadelphia Sheeran ha quindi affrontato anche il tema della libertà di espressione. “Sono profondamente preoccupato all’idea che chi gestisce i concerti debba approvare in anticipo i contenuti degli artisti“, ha spiegato, sostenendo che una situazione simile non dovrebbe verificarsi “nel mondo libero“. Ha inoltre ribadito di non aver mai voluto essere un musicista attivista e di aver sempre cercato di fare della propria musica uno spazio dedicato all’unità e all’umanità, più che alla politica.
“Non posso più nascondere ciò che provo”: le parole su Gaza
Nel passaggio più significativo del discorso, Sheeran ha poi preso posizione sul conflitto. Ha ricordato l’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele e quanto accaduto al festival musicale Nova, definendolo “orribile” e collegandolo alla lunga storia di sofferenza della popolazione ebraica. Subito dopo ha parlato della situazione nella Striscia di Gaza. “Quello che sta accadendo a Gaza è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato“, ha affermato. Il cantante ha detto di avere “il cuore spezzato” davanti alla distruzione e alla perdita di vite civili e di bambini. Ha inoltre richiamato la situazione in Cisgiordania, sostenendo che le ingiustizie che si verificano nell’area non possano essere ignorate.
Sheeran ha spiegato che proprio la natura umanitaria della questione lo ha portato a superare la scelta, mantenuta per gran parte della sua carriera, di non intervenire pubblicamente sulla politica. “Questa è una questione umanitaria e non posso più nascondere ciò che provo“, ha detto al pubblico. Fuori dallo stadio di Philadelphia, intanto, si è svolta una manifestazione a sostegno della Palestina. All’interno, Sheeran ha portato avanti il concerto senza gli artisti di apertura inizialmente previsti. Ha concluso il suo intervento ricordando che il pubblico può essere composto da persone con opinioni profondamente diverse e che, nonostante le divisioni, la musica può ancora rappresentare uno spazio condiviso.
