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Scuola, l’appello di Mattarella ad Amatrice: “Deve unire e non lacerare”

Scuola, l’appello di Mattarella ad Amatrice: “Deve unire e non lacerare”

Da Amatrice, Mattarella mette al centro scuola, integrazione e inclusione nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico.

La scuola come strumento di integrazione, inclusione e coesione sociale. Da Amatrice, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il ruolo centrale dell’istruzione nell’accogliere gli studenti stranieri e nel contrastare divisioni e discriminazioni. Un messaggio condiviso, con accenti diversi, anche dal ministro Giuseppe Valditara e dal presidente della Cei Matteo Zuppi.

Valditara: “Senza la conoscenza della nostra lingua, non c’è vera integrazione”

Sul tema dell’integrazione degli studenti stranieri è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha richiamato la necessità di affrontare la questione evitando qualsiasi forma di esclusione. Necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione che va sempre pensata nella sua complessità, ha dichiarato Valditara, sottolineando l’importanza di intervenire anche sulle difficoltà linguistiche.

Secondo il ministro, infatti, bisogna evitare alla radice qualunque discriminazione e rimuovere gli ostacoli che possono portare alla marginalizzazione.

Particolare attenzione è stata riservata alla conoscenza dell’italiano, considerata un elemento centrale nel percorso scolastico e sociale: Senza la conoscenza della nostra lingua, non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è un futuro all’interno della nostra società, ha affermato il ministro.

Valditara ha inoltre ricordato il principio di uguaglianza previsto dall’articolo 3 della Costituzione e gli interventi destinati all’edilizia scolastica, parlando di oltre 12 miliardi di euro investiti e di ulteriori risorse per sicurezza e adeguamento sismico.

Sulla necessità di una scuola realmente inclusiva è intervenuto anche il presidente della Cei Matteo Zuppi, che ha sottolineato come le condizioni personali e sociali non debbano determinare le opportunità educative. “Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo”, ha dichiarato. Per Zuppi, una scuola “autenticamente inclusiva” rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere giustizia e pace e deve essere un luogo in cui nessuno si senta escluso.

Mattarella ad Amatrice: “La scuola è la più efficace leva di integrazione”

Nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico, celebrata all’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” di Amatrice, Sergio Mattarella ha posto l’accento sul ruolo della scuola come spazio di inclusione e convivenza. Il presidente della Repubblica ha richiamato il principio sancito dalla Costituzione, sottolineando che La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. Un’istituzione che, ha ricordato il capo dello Stato, deve essere accessibile a tutti: La scuola prepara tutti, È aperta a tutti: così dispone l’art. 34 della Costituzione.

Nel suo intervento, Mattarella ha evidenziato anche la necessità di rafforzare il rapporto tra scuola, studenti e famiglie, affinché gli istituti possano diventare luoghi di incontro e non di separazione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere”, ha affermato, aggiungendo che la scuola deve contribuire a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. Al centro del suo discorso anche il tema della sicurezza e del rispetto all’interno delle comunità scolastiche, con un richiamo alla necessità di contrastare bullismo, sopraffazioni e violenze nei confronti degli insegnanti. Mattarella ha inoltre parlato delle sfide legate alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, definite opportunità importanti ma accompagnate dal rischio di manipolazione della realtà. I giovani, secondo il presidente, devono poter utilizzare questi strumenti per pensare liberamente e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto.

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