Il Trattato di libero scambio tra l’Unione Europea e le Filippine ha compiuto un passo decisivo il 22 settembre 2026. In una comunicazione su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato di aver discusso con il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr., sottolineando che le parti sono “pronte a concludere” il patto commerciale.
Allo stesso tempo, il Commissario UE per il Commercio e la Sicurezza Economica, Maroš Šefčovič, e la ministra del Commercio filippina Maria Cristina Aldeguer-Roque hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui evidenziano il raggiungimento di un “accordo sostanziale” che dovrebbe mettere le trattative su una “chiara via” verso la formalizzazione nei prossimi mesi.
L’obiettivo è rafforzare le relazioni commerciali e di investimento, garantendo regole più eque e una maggiore prevedibilità per le imprese.
Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen sull’accordo
Nel suo post, von der Leyen ha indicato che la nuova intesa punta a creare un quadro normativo “giusto e prevedibile” per tutti gli attori coinvolti, dagli industriali alle piccole e medie imprese (PMI) filippine, fino ai consumatori.
L’accordo, secondo la presidente europea, dovrebbe favorire la diversificazione delle esportazioni, riducendo la dipendenza da mercati tradizionali e aumentando la resilienza delle catene di approvvigionamento in un contesto di volatilità globale.
Videochiamata decisiva con Šefčovič e Aldeguer-Roque
Il giorno precedente, Šefčovič era stato programmato per una visita a Manila, ma ha sostituito l’incontro fisico con una videochiamata definita dalla Commissione “molto focalizzata e produttiva“. Durante l’appuntamento virtuale, i due responsabili hanno precisato che i negoziatori sono stati istruiti a finalizzare l’accordo il più rapidamente possibile. La chiamata ha inoltre chiarito che, sebbene il consenso politico fosse solido, restavano da definire alcuni dettagli tecnici, in particolare quelli relativi agli appalti pubblici.
Stato attuale delle trattative: capitoli chiusi e ostacoli rimasti
Al momento della dichiarazione, la maggior parte dei capitoli dell’accordo era già stata chiusa, grazie alle discussioni precedenti alla mattinata di martedì europea. Tuttavia, il capitolo relativo agli appalti pubblici continua a essere oggetto di negoziazione. Un ulteriore elemento di complessità è la proposta di una nuova legge europea sul settore industriale, che limiterebbe l’accesso agli appalti pubblici nei settori verde ed energeticamente intensivi per i paesi che non hanno stipulato accordi specifici con l’UE.
Questo scenario crea una sorta di “corsa a due guadi“: da una parte, l’azienda filippina desidera un accesso più ampio al mercato europeo; dall’altra, l’UE vuole assicurarsi che le norme di sostenibilità siano rispettate. La risoluzione di questo punto rimane cruciale per la conclusione dell’intero trattato.
Benefici attesi per le imprese e i consumatori
Una volta siglato, l’accordo aprirà nuove opportunità a vari settori: le PMI filippine potranno accedere a mercati più ampi senza dazi elevati, gli agricoltori troveranno clienti europei più stabili, e i consumatori beneficeranno di una maggiore varietà di prodotti a prezzi più competitivi. Inoltre, le imprese europee potranno investire con maggiore certezza in un contesto filippino che offrirà regole commerciali trasparenti e una protezione più solida degli investimenti.
La sfida rimane quella di superare le ultime divergenze sugli appalti pubblici e integrare le nuove norme UE in modo da garantire un risultato vantaggioso per entrambe le parti.
