Il gruppo guidato da David Ellison sta cercando di superare l’ultimo ostacolo giudiziario che minaccia la sua ambiziosa operazione di consolidamento nel settore dei media. Una causa promossa da dodici stati, tra cui la California, accusa la combinazione di Paramount e Warner Bros. Discovery di creare un’eccessiva concentrazione nei mercati cinematografico e televisivo.
Per via di questo contenzioso, le parti coinvolte hanno avviato trattative riservate, volte a definire una serie di concessioni capaci di placare le preoccupazioni degli autorità statali.
Le concessioni proposte da Paramount alla California
Il nucleo centrale dell’offerta prevede un investimento di 1,5 miliardi di dollari destinato a potenziare le produzioni cinematografiche nella Golden State.
In cambio, Paramount si impegna a non dismettere né vendere gli studi presenti sul territorio e a garantire la realizzazione di 30 film all’anno. Oltre all’impegno produttivo, è stato discusso un eventuale meccanismo di penali: il mancato rispetto dell’obbligo di produzione potrebbe costringere l’azienda a cedere la propria quota in Miramax o a subire sanzioni pecuniarie.
Investimento e impegni produttivi
La proposta include anche la creazione di un organismo indipendente incaricato di vigilare sull’indipendenza editoriale di CNN una rete di notizie di rilevanza nazionale. Inoltre, si parla di possibili garanzie sul mantenimento di alcuni canali via cavo, sebbene i dettagli non siano ancora definiti. Tali misure mirano a rispondere alle critiche del Writers Guild of America, che teme una riduzione di opportunità per sceneggiatori e professionisti del settore.
Implicazioni della trattativa per la fusione da decine di miliardi
Il valore complessivo dell’accordo tra Paramount e Warner Bros. Discovery oscilla tra 81 e 110 miliardi di dollari a seconda delle fonti. Il contratto prevede pagamenti trimestrali di circa 650 milioni di dollari agli azionisti di Warner, equivalenti a circa 7 milioni al giorno. Ogni ritardo nella chiusura della transazione aumenta così i costi, pressando le parti a trovare una soluzione rapida. Parallelamente, Paramount ha richiesto a un giudice federale l’obbligo per gli stati ricorrenti e per il Writers Guild di versare una cauzione di quasi 1,9 miliardi di dollari destinata a coprire eventuali danni qualora l’azienda prevalesse in giudizio.
Nel caso la trattativa non sfoci in un accordo, Paramount ha già valutato la possibilità di trasferire la propria sede operativa fuori dallo stato, designando il Tennessee come possibile nuova base a partire dal 1 ottobre. Un’eventuale partenza aumenterebbe le pressioni sulle autorità californiane, poiché la permanenza degli studi è una delle condizioni chiave per l’approvazione del progetto di consolidamento.
Se il patto venisse accettato, l’operazione potrebbe dare vita al più grande conglomerato mediale al mondo, includendo franchise come DC e Harry Potter nonché piattaforme streaming quali Paramount+ e HBO Max. Al contempo, le incertezze rimangono per migliaia di dipendenti, sceneggiatori e tecnici del settore, che attendono con apprensione l’esito finale.
