Nel dibattito pubblico più acceso degli ultimi mesi, la questione delle classi scolastiche multietniche è tornata al centro dell’attenzione politica. Il 21 settembre 2026, durante l’incontro del Consiglio federale della Lega, il leader Matteo Salvini ha sollevato una denuncia che ha subito acceso le polemiche: secondo le sue parole, in molte scuole si formano vere e proprie classi ghetto dove gli alunni stranieri risultano in maggioranza e impediscono agli insegnanti di svolgere il loro compito didattico.
Salvini denuncia le “classi ghetto” e chiede un tetto
Salvini ha descritto la situazione tipo con numeri precisi: 20 bambini provenienti da 15 etnie diverse, che parlano 15 lingue differenti, condividono l’aula con appena 3 alunni italiani. Il fenomeno, definito dal deputato come “classi ghetto”, rende, a suo dire, più difficile la gestione delle lezioni e l’apprendimento.
Il politico ha chiesto quindi un tetto al numero di alunni stranieri per classe e l’obbligo per i genitori di apprendere l’italiano, sostenendo che tale misura sarebbe vantaggiosa sia per i bambini sia per gli insegnanti. Ha inoltre espresso la speranza che il Presidente Mattarella condivida la sua posizione.
Piano Valditara: il decreto “tetto” per gli alunni in difficoltà
Il ministro dell’Istruzione, Valditara ha risposto alle richieste della Lega con la predisposizione di un decreto legge che dovrebbe essere pubblicato entro due settimane. Il provvedimento prevede l’introduzione di un limite massimo di alunni stranieri per classe, comunemente indicato come tetto e l’obbligo per i genitori di frequentare corsi di lingua italiana. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un migliore inserimento scolastico e di alleggerire il carico di lavoro degli insegnanti.
Obbligo di lingua per i genitori
Secondo l’articolo di Flavia Amabile pubblicato il 21 settembre 2026, il decreto include anche una disposizione che rende obbligatorio lo studio della lingua italiana per i genitori degli alunni stranieri, con corsi gratuiti organizzati presso le scuole. La misura, descritta come strumento di integrazione dovrebbe favorire la comunicazione tra famiglie e corpo docente, riducendo le barriere linguistiche che, secondo il governo, ostacolano il percorso educativo.
Reazioni dei protagonisti politici
Il Premier Giorgia Meloni ha parlato dell’iniziativa durante la festa di Fenix dei giovani di Fratelli d’Italia, sottolineando che il “tetto” è una risposta concreta alle esigenze di ordine e continuità scolastica. Il leader del Partito Democratico, Ernesto Schlein ha definito la misura una forma di remigrazione accusando il governo di chiudersi in un approccio esclusivo. Da parte sua, Mario Magi ha suggerito che la proposta “insegue la purezza della razza”, alimentando il dibattito sulla motivazione etnica della politica.
Il confronto tra le posizioni evidenzia un clima di forte polarizzazione: mentre la Lega e la coalizione di centrodestra difendono il tetto come necessità operativa, l’opposizione lo interpreta come un segnale di chiusura verso l’immigrazione. La proposta attende ancora l’approvazione definitiva del Presidente della Repubblica, che dovrà valutare l’equilibrio fra esigenze didattiche e principi costituzionali di inclusione.
