Negli ultimi giorni l’attacco Houthi ha colpito duramente la base aerea di Ta’if, a circa settanta chilometri dalla Mecca. Un velivolo F-2000 appartenente all’Aeronautica Militare è stato colpito, seppur senza perdita di vite. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità dei contingenti italiani schierati nella regione, inseriti nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che non ci sono militari italiani feriti e ha promesso una risposta rapida per garantire la continuità delle missioni.
Attacco a Ta’if e implicazioni per le forze italiane
Il colpo a Ta’if ha messo in evidenza la capacità dei ribelli yemeniti di operare a distanza, complicando la difesa delle infrastrutture critiche presenti nella Penisola. La base, dotata di due piste, ospita cavalli di forza sauditi, europei e una serie di caccia Eurofighter Typhoon, F-15 e elicotteri di supporto.
Il contingente italiano, composto da circa trecento operativi, è stato finora concentrato tra l’Arabia Saudita e il Kuwait, ma ora devono essere riconsiderate le misure di sicurezza delle truppe e la loro disposizione geografica.
Rivalutazione dei contingenti: le decisioni di Palazzo Chigi
Una riunione a Palazzo Chigi, presieduta dal presidente del Consiglio e alla presenza del sottosegretario Alfredo Mantovano, ha analizzato le opzioni disponibili.
Le autorità hanno escluso una netta riduzione del personale, preferendo invece uno spostamento verso aree più protette. Crosetto ha dichiarato che le valutazioni sono in corso e che la presenza nazionale nell’area rimarrà stabile finché gli impegni internazionali lo richiederanno. Sono state considerate anche possibili ricollocazioni all’interno del territorio saudita, senza però escludere una futura ridistribuzione verso gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, dove opera la task force terrestre “Cerbero”.
Rinforzi e sistemi di difesa aeree
Parallelamente alla revisione dei posti, il Ministero della Difesa ha ordinato l’incremento delle misure di difesa aerea. I tre Eurofighter rimasti operativi nella base di King Fahd sono stati potenziati con supporto logistico, mentre il costoso velivolo radar Gulfstream CAEW è stato trasferito per garantire una copertura continua del cielo. Inoltre, sono stati attivati il nuovo sistema missilistico terra-aria Samp-T e il radar mobile ad alta potenza Kronos Grand Mobile High Power progettati per intercettare missili balistici e droni a media quota. In altri punti del Golfo è stato dislocato il sistema d’arma Skynex destinato a proteggere le installazioni critiche contro attacchi a lungo raggio.
Sistemi missilistici e radar di nuova generazione
Il Samp-T sviluppato da Leonardo, rappresenta una delle più recenti soluzioni di difesa integrata, capace di tracciare più bersagli simultaneamente e di lanciare intercettori a breve e medio raggio. Il radar Kronos con la sua capacità di monitoraggio costante è stato integrato nel network di sorveglianza condiviso con i partner della coalizione, migliorando la rapidità di risposta contro le minacce emergenti. Questi upgrade tecnologici sono stati adottati per rafforzare la resilienza operativa delle forze italiane e garantire la protezione delle infrastrutture vitali.
Missione Aspides e la protezione del Bab el-Mandeb
l’Unione Europea conduce la missione Aspides focalizzata sulla protezione dei mercantili da droni e missili lungo lo stretto di Bab el-Mandeb. Dopo l’attacco, la fregata ITS Bergamini è stata impiegata per scortare il mercantile italiano Jolly Oro attraverso lo stretto, dimostrando la prontezza operativa della Marina. L’alta rappresentante UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito “inaccettabili” gli attacchi Houthi, sottolineando l’importanza di un coordinamento multinazionale. L’Italia ha espresso la volontà di inviare una seconda fregata, a patto che gli altri Stati membri condividano l’onere finanziario dell’intervento.
Il tratto marittimo è cruciale per il transito di energia e materie prime tra Asia e Mediterraneo; la sua destabilizzazione minerebbe gravemente l’economia globale. Per questo, oltre alla protezione navale, la missione Aspides ha intensificato le attività di scorta aerea e di monitoraggio dei flussi con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione. L’Italia, pur richiedendo un maggiore sostegno finanziario da parte degli alleati, ha confermato la sua determinazione a mantenere una presenza attiva nella regione.
Le autorità continueranno a monitorare la situazione sul terreno, valutando eventuali spostamenti dei contingenti e potenziando le capacità difensive, sia aeree che navali. L’obiettivo rimane chiaro: preservare la sicurezza del personale, garantire la continuità delle operazioni di Inherent Resolve e tutelare le rotte commerciali vitali per l’Europa, senza compromettere gli impegni internazionali assunti dall’Italia.
