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Delmastro e Caroccia: la Camera nega l'accesso alle conversazioni

Delmastro e Caroccia: la Camera nega l'accesso alle conversazioni

La Camera dei deputati ha negato l'accesso alle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, coinvolto in un'inchiesta per riciclaggio. Il M5S accusa la maggioranza di proteggere i propri esponenti.

Un nuovo capitolo si è aperto nella vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati ha infatti respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat private tra i due, scatenando una vivace polemica politica.

La decisione, approvata con il voto favorevole del centrodestra e il contrasto del centrosinistra, ha acceso gli animi in particolare tra i membri del Movimento 5 Stelle che hanno protestato vivacemente in Senato.

La vicenda, che vede coinvolti anche altri esponenti di Fratelli d’Italia si trasferirà ora all’Aula di Montecitorio per il voto definitivo previsto per il 30 giugno.

La decisione della Giunta e le reazioni politiche

La richiesta dei magistrati riguardava le conversazioni relative alla gestione del ristorante “Le 5 Forchette”, di cui Delmastro era socio insieme ad altri esponenti di Fratelli d’Italia.

Le quote dell’attività sono state rilevate lo scorso anno da Miriam Caroccia, che le ha acquisite da Delmastro e dai suoi compagni di partito. La maggioranza, guidata dal relatore Pietro Pittalis, ha negato l’autorizzazione al sequestro delle chat, mentre il centrosinistra ha votato contro.

Il deputato del Pd Matteo Orfini ha accusato la maggioranza di utilizzare le prerogative parlamentari come uno strumento di tutela per i propri esponenti.

“È incredibile. Hanno messo lo scudo”, ha affermato Giuseppe Conte in un video social, criticando aspramente la decisione. “Poco fa il Parlamento in giunta per le autorizzazioni a procedere ha scudato Delmastro di Fratelli d’Italia”, ha proseguito l’ex premier, lanciando l’hashtag #FUORILECHAT.

La protesta del M5S e gli scontri in Senato

La decisione della Giunta ha scatenato la protesta del M5S, che ha occupato i banchi del governo al Senato in segno di protesta. Gli esponenti pentastellati hanno mostrato cartelli con la scritta “fuori le chat” e intonato cori di “vergogna, vergogna”, tra le proteste dei colleghi di Fratelli d’Italia, che hanno risposto con “Buffoni”. Uno dei senatori di FdI si è avvicinato al capogruppo pentastellato Luca Pirondini strappandogli il cartellone, scatenando una vivace discussione.

La presidente del Senato ha invitato i senatori a lasciare i banchi del governo e ha sospeso la seduta, invitando i commessi a intervenire. La tensione è rimasta alta, con accuse reciproche di proteggere interessi personali e di mancare di trasparenza. La vicenda, che si trasferirà ora all’Aula di Montecitorio, promette di alimentare ulteriormente il dibattito politico nei prossimi giorni.

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