La morte di Abderrahim Fakir un 42enne deceduto durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro di Bologna ha scatenato una serie di eventi che hanno portato a violenti scontri e a una profonda divisione nella città. Le proteste, nate per chiedere verità e giustizia, si sono trasformate in episodi di violenza che hanno coinvolto sia le forze dell’ordine che i cittadini.
La solidarietà per i poliziotti coinvolti
In un gesto di solidarietà, alcuni colleghi dei due poliziotti coinvolti nell’incidente hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe per offrire un aiuto concreto in un momento particolarmente delicato. In poche ore, la raccolta ha superato i 20mila euro. Parallelamente, è stata attivata una tutela legale assicurativa che consentirà ai due agenti di beneficiare di una copertura fino a 10mila euro ciascuno, anche se queste somme non sono ancora disponibili.
La raccolta fondi è nata anche in considerazione del fatto che gli sviluppi della vicenda giudiziaria sono ancora tutti da definire e che i costi complessivi dell’iter potrebbero essere ben più elevati rispetto alla copertura assicurativa prevista. Alcuni colleghi hanno scelto di promuovere l’iniziativa di solidarietà con l’obiettivo di garantire un sostegno concreto e immediato ai due poliziotti.
Le reazioni politiche e le richieste di dimissioni
La premier Giorgia Meloni ha commentato gli scontri su Bologna definendoli inaccettabili. Ha sottolineato l’importanza di accertare eventuali responsabilità con il massimo rigore, ma ha condannato fermamente la violenza contro le forze dell’ordine. Meloni ha criticato chi ha usato la vicenda come pretesto per seminare violenza, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini.
Le forze politiche di centrodestra, tra cui LegaFratelli d’Italia e Forza Italia hanno chiesto le dimissioni del sindaco Matteo Lepore accusato di aver alimentato la rabbia convocando subito la piazza. La Lega con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha presentato un esposto in Procura e una mozione di sfiducia. Anche Azione con il leader Carlo Calenda ha criticato Lepore e il silenzio della leader del PdElly Schlein sulla vicenda.
Le indagini e le testimonianze
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per chiarire ogni passaggio dell’intervento, senza per ora alcun indagato. Il procedimento è stato iscritto nel registro 45 bis destinato alle annotazioni preliminari. Sono sei i nominativi nel registro: quattro operatori dell’ambulanza e i due poliziotti intervenuti.
La famiglia di Fakir ha chiesto che non sia la stessa polizia a essere delegata a svolgere gli accertamenti. L’avvocato Fabio Anselmo legale della famiglia, ha sottolineato l’importanza di un’indagine condotta da un Corpo autonomo. Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire se eventuali patologie pregresse abbiano avuto un ruolo nella morte di Fakir.
Testimoni e amici di Fakir lo hanno descritto come un bravissimo ragazzo lavoratore e tranquillo, soffriva di problemi cardiaci e di asma. Le indagini dovranno intrecciare più elementi: la dinamica dell’intervento di polizia, le modalità del contenimento, i tempi dell’arrivo dei soccorsi e le condizioni fisiche dell’uomo.
La Croce Rossa di Bologna ha respinto le accuse circolate sui social network nei confronti dei soccorritori, ribadendo di aver operato nel rispetto delle procedure. L’associazione ha precisato che i quattro operatori del 118 presenti sul posto erano pronti a intervenire, ma non potevano farlo mentre erano ancora in corso le operazioni di polizia.
