Domenico ha poco più di due anni. È ricoverato nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Monaldi di Napoli, collegato a macchine che ne sostengono le funzioni vitali. Dopo la sospensione della sedazione non ha mostrato segni di ripresa della coscienza. Un’équipe di specialisti ha valutato il caso e ha escluso la possibilità di un nuovo trapianto cardiaco: tecnicamente non praticabile, con rischi chirurgici ritenuti insostenibili.
La famiglia ha chiesto ai medici di evitare l’accanimento terapeutico e di privilegiare misure di sollievo. L’ospedale ha avviato un percorso di cure palliative mirato a contenere il dolore e il disagio del bambino, con il coinvolgimento dei genitori e dei professionisti sanitari. Direzione sanitaria e équipe confermano che ogni passo segue protocolli clinici e che è in corso una valutazione etica e legale sulle scelte assistenziali da compiere.
La decisione collegiale degli esperti
Un Heart Team composto dai principali centri italiani di cardiochirurgia pediatrica — tra cui Bambino Gesù di Roma, Università di Padova, Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Regina Margherita di Torino e l’équipe del Monaldi — ha esaminato il piccolo e gli esami più recenti. Dopo il confronto tra specialisti, si è stabilito che non esistono margini per un nuovo intervento. L’organo disponibile è stato così destinato a un altro paziente compatibile, come comunicato al Centro nazionale Trapianti.
Motivazioni cliniche
Secondo le attestazioni ufficiali, il quadro clinico presenta elementi gravi: una emorragia cerebrale in atto e una crisi settica conseguente a un’infezione. Non si è osservata ripresa della coscienza dopo l’alleggerimento della sedazione, circostanze che hanno portato gli specialisti a definire la prognosi gravemente sfavorevole. Per questi motivi il rischio associato a un nuovo trapianto è stato giudicato non sostenibile: la scelta medica è stata presa sulla base di dati oggettivi e della valutazione multidisciplinare.
La richiesta della famiglia e la pianificazione delle cure
I genitori, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, hanno presentato al Monaldi istanza formale di PCC — pianificazione condivisa delle cure — attraverso una comunicazione inviata via PEC. L’obiettivo dichiarato è evitare trattamenti sproporzionati e concentrarsi sul sollievo del bambino. Petruzzi ha precisato che non si tratta di eutanasia, ma di una ridefinizione della qualità delle cure in linea con il benessere del minore. La struttura ha accolto la richiesta e ha fissato un primo incontro per avviare la pianificazione coinvolgendo la famiglia e i professionisti sanitari.
Il contributo del medico legale
La famiglia ha inoltre incaricato un medico legale di parte, il dottor Luca Scognamiglio, che ha analizzato cartelle cliniche e referti. Il suo esame ha fornito elementi interpretativi sulla compatibilità di un ulteriore intervento e suggerito un percorso più umano in una situazione in cui la prospettiva di guarigione è assente. Le valutazioni medico-legali saranno integrate nel confronto clinico programmato.
Le indagini sul trasporto dell’organo
Parallelamente a quanto accade sul fronte clinico, la Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta e iscritto sei persone nel registro degli indagati per ipotesi di lesioni colpose gravissime legate al trapianto effettuato a dicembre. Le verifiche si concentrano sulla catena logistica che ha portato l’organo da Bolzano a Napoli: modalità di conservazione, utilizzo dei contenitori e impiego del ghiaccio secco sono al vaglio degli investigatori, che sospettano possibili irregolarità nella gestione.
Gli accertamenti
Gli inquirenti stanno esaminando tempi e modalità del trasporto, acquisendo documentazione di servizio e registrazioni logistiche presso i centri coinvolti. I Carabinieri del Nas, a Napoli e a Bolzano, hanno raccolto testimonianze e deleghe per accertamenti tecnici; ispettori ministeriali hanno ispezionato il policlinico Monaldi e nei prossimi giorni è prevista una verifica anche nella struttura di provenienza dell’organo. Le perizie tecnico-scientifiche sulla conservazione e lo stato del tessuto miocardico saranno decisive per stabilire eventuali responsabilità penali.
Reazioni e prossimi passi
La vicenda ha suscitato dolore e richieste di chiarimento da parte delle istituzioni, compreso il ministero della Salute. La famiglia continua a essere assistita con interventi mirati al sollievo e alla dignità del bambino. Magistratura, autorità sanitarie e professionisti medici proseguono le indagini e il confronto clinico per ricostruire la catena degli eventi e decidere, con la massima attenzione, i passi successivi.