> > Due candidati e una partita aperta: Malagò contro Abete per la guida della FIGC

Due candidati e una partita aperta: Malagò contro Abete per la guida della FIGC

Due candidati e una partita aperta: Malagò contro Abete per la guida della FIGC

Due candidature confermate e il deposito fissato per il 13 maggio 2026: la corsa alla presidenza FIGC entra in una fase decisiva con impatti su leghe, associazioni e dossier aperti

La contesa per la guida della FIGC si è aperta in modo formale: dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, due figure di primo piano hanno reso nota l’intenzione di competere per la presidenza. Il primo passo ufficiale è il deposito delle candidature, fissato per mercoledì 13 maggio 2026, che darà avvio alla fase in cui programmi, alleanze e strategie verranno messi nero su bianco.

In questo contesto le componenti del sistema calcio osservano con attenzione, perché la scelta del successore avrà implicazioni sulla governance e sui rapporti tra Lega Serie A, Lega Serie B, Lega Pro e la base dilettantistica.

Giovanni Malagò e Giancarlo Abete rappresentano due modelli di leadership differenti ma entrambi radicati nella storia recente dello sport italiano: Malagò, ex presidente del CONI e coinvolto nell’organizzazione di eventi come Milano Cortina 2026, ha raccolto adesioni importanti, mentre Abete, con esperienza alla guida della Lega Nazionale Dilettanti, punta su una base consolidata tra i club amatoriali.

La formalizzazione delle candidature rispetta tempi e modalità precise: entro le 18 in segreteria della FIGC o entro le 23:59 via PEC si potrà considerare completa la procedura.

I candidati e i loro sostenitori

Giovanni Malagò ha annunciato pubblicamente che depositerà la propria candidatura e può contare su un sostegno diffuso tra le componenti professionistiche: oltre alla Lega Serie A, che si è espressa a suo favore, anche la Lega Serie B, l’AIC e l’AIAC hanno mostrato orientamenti favorevoli.

Queste convergenze, se confermate in sede di voto, potrebbero tradursi in una maggioranza teorica sul piano numerico. Dall’altro lato Giancarlo Abete ha ribadito la sua disponibilità a correre e si presenta appoggiato soprattutto dalla sfera dilettantistica, con la Lega Nazionale Dilettanti tra i principali riferimenti.

Le posizioni delle leghe intermedie

Non tutte le componenti si sono schierate in modo netto: la Lega Pro ha fatto sapere di voler valutare programmi e proposte prima di esprimere preferenze, mentre la Lega di B ha compiuto una consultazione interna che ha portato a convergere su Malagò. Questo quadro segnala che, oltre agli endorsement, saranno determinanti i contenuti programmatici depositati insieme alle candidature, che definiscono visioni su temi come il sistema dei tornei, la tutela economica dei club e la riforma degli organi federali.

Il calendario e le regole della competizione

La scadenza per la presentazione è stata esplicitata con precisione: le candidature devono essere depositate entro la data del 13 maggio 2026, rispettando gli orari indicati per la segreteria e la PEC. L’assembla elettiva è fissata per il 22 giugno, data in cui si conoscerà ufficialmente il nome del nuovo presidente. In queste settimane i candidati avranno l’obbligo di rendere pubblico il proprio programma elettorale, documento che sarà analizzato dalle componenti prima di qualunque scelta definitiva.

Impatto sulle dinamiche federali

La procedure elettorale si inserisce in un quadro già segnato da tensioni: questioni quali la programmazione delle giornate, il dialogo con le istituzioni locali sul tema degli eventi o le inchieste sul sistema arbitrale hanno messo sotto pressione la governance. La decisione del consiglio di Lega Serie A di riunirsi nel Salone d’Onore il giorno del deposito sintetizza il ruolo politico della massima serie nell’indirizzare la scelta. Al tempo stesso, dossier come l’indagine della procura di Milano sul sistema arbitrale rimangono elementi rilevanti per il nuovo corso federale.

Cosa cambia se la sfida si inasprisce

Se la competizione tra Malagò e Abete si radicalizzerà, l’esito non determinerà soltanto un cambiamento di nome sulla poltrona della presidenza: influenzerà le relazioni tra componenti, la nomina degli organi tecnici e le priorità sulle policies federali. Un presidente con il supporto delle leghe professionistiche avrà più leva su questioni di calendario e contratti televisivi, mentre un profilo vicino ai dilettanti potrà porre l’accento su sviluppo territoriale e pratiche di base. In ogni caso, il percorso verso il 22 giugno sarà segnato da confronti pubblici e da un’analisi attenta dei programmi presentati.