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Emergenza maltempo in Sicilia, Paolo Uggè: “Chi chiede di fermare il Ponte specula sul dolore”

Paolo Uggè interviene: “Usare la sofferenza per fini politici è inaccettabile”

Il Presidente FAI: “Solidarietà e interventi immediati sono indispensabili, ma usare l’emergenza per colpire un’opera strategica significa danneggiare sviluppo, lavoro e futuro del Mezzogiorno”.

La Federazione Autotrasportatori Italiani esprime piena vicinanza e solidarietà alle persone e alle comunità della Sicilia e del Sud duramente colpite dagli effetti devastanti del maltempo.
Il Governo deve intervenire con risposte rapide e concrete, come già avvenuto in passato, ad esempio a l’Aquila, in situazioni di grave emergenza.
È però gravissimo e moralmente inaccettabile che, nel dibattito sugli interventi per riparare i danni, una parte della sinistra speculi sul dolore delle persone per fare opposizione politica, arrivando a chiedere la sospensione dei finanziamenti per il Ponte sullo Stretto.

Questo è un uso strumentale dell’emergenza che serve solo a colpire, ancora una volta, un’opera strategica destinata a incidere positivamente sull’economia, sull’occupazione e sull’apertura della Sicilia al mondo.

Se i fatti dicono che a Niscemi non sono mai stati realizzati interventi strutturali, tanto da rendere oggi necessaria un’indagine amministrativa su omissioni e ritardi, è paradossale sostenere che i problemi derivino dai finanziamenti al Ponte, quando per decenni su quei territori non si è intervenuti affatto.
Proprio per non compromettere la possibilità di creare condizioni durature di sviluppo, crescita dell’economia e miglioramento del tenore di vita delle popolazioni di Sicilia e Calabria, il Ponte sullo Stretto deve essere realizzato. Un’infrastruttura di rilevanza europea che non può essere sacrificata sull’altare della demagogia.
Emergenza e sviluppo non sono alternative. Il Ponte significa lavoro, integrazione logistica, competitività e crescita strutturale del Mezzogiorno. Le risorse possono e devono essere trovate, senza alimentare false contrapposizioni.
La storia dimostra che costruire ponti è una costante dell’umanità: simboli di progresso, connessione e unità. Uniscono territori, economie e destini. Ma in Italia c’è chi lavora per unire e chi, per puro e spicciolo calcolo politico, preferisce distruggere anziché costruire.