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Epatite A in Campania: 150 casi, divieto dei molluschi crudi e raccomandazioni

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Allarme locale per l'epatite A: ordinanza comunale su frutti di mare crudi, sorveglianza sulla filiera e invito alla vaccinazione

Negli ultimi giorni la Campania ha registrato un aumento significativo dei casi di epatite A, con le autorità locali che hanno adottato misure straordinarie per contenere la diffusione. Secondo i dati comunicati, dall’inizio dell’anno si contano circa 150 casi nella regione e sono state disposte ispezioni e divieti mirati per ridurre i rischi legati al consumo di prodotti ittici non cotti. Il sindaco di Napoli ha firmato un’ordinanza che colpisce in particolare la somministrazione di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi.

Quadro epidemiologico e provvedimenti

Le segnalazioni delle autorità sanitarie hanno evidenziato una circolazione del virus superiore alla norma: i numeri rilevati risultano circa dieci volte superiori alla media dell’ultimo decennio e ben 41 volte più elevati rispetto all’ultimo triennio, secondo il Dipartimento di Prevenzione. In risposta, la Regione ha rafforzato i controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi e le ASL territoriali stanno eseguendo verifiche su allevamenti e punti di vendita per individuare eventuali contaminazioni.

Il divieto e le raccomandazioni

L’ordinanza comunale prevede il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi presso ristoranti, locali con consumo sul posto e attività di produzione per consumo immediato. Le istituzioni raccomandano inoltre di evitare il consumo domestico di molluschi crudi e di prestare attenzione alla provenienza dei prodotti acquistati, privilegiando rivenditori autorizzati con adeguata tracciabilità.

Impatto clinico: ricoveri e decorso

Negli ospedali della regione si registrano diversi ricoveri correlati all’epatite A: al momento sono circa 51 persone in reparto e ulteriori accessi sono stati osservati nelle sale di pronto soccorso. Il responsabile del pronto soccorso infettivologico dell’ospedale Cotugno ha segnalato che l’età media dei casi ricoverati è compresa tra i 30 e i 40 anni e che la maggior parte presenta forme non complicate. Tuttavia, è stato segnalato un caso grave: un uomo di 46 anni necessita di un trapianto e sarà trasferito all’ospedale Cardarelli.

Gravità e prognosi

La maggior parte delle infezioni da virus dell’epatite A ha un decorso autolimitante e porta a guarigione completa senza cronicizzazione. Nonostante ciò, esistono forme più gravi e, raramente, forme fulminanti. La letalità complessiva è bassa (tra lo 0,1% e lo 0,3%), ma può aumentare negli adulti più anziani, fino a circa l’1,8% oltre i 50 anni. I pazienti tipicamente manifestano febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, con aumento delle transaminasi e della bilirubina.

Come si trasmette e quali sono i sintomi

Il virus responsabile è classificato tra i picornavirus ed è considerato il prototipo del genere Hepatovirus. La trasmissione avviene prevalentemente per via oro-fecale: il virus è presente nelle feci già alcuni giorni prima dell’insorgenza dei sintomi (circa 7-10 giorni) e fino a una settimana dopo, mentre la presenza nel sangue è molto più breve. Il contagio può avvenire per contatto diretto da persona a persona o tramite acqua e alimenti crudi o non cotti a sufficienza, in particolare i molluschi cresciuti in acque contaminate da scarichi fognari.

Segnali d’allarme

I sintomi da monitorare includono nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e affaticamento, oltre all’eventuale comparsa di ittero. È importante rivolgersi al medico non appena compaiono questi segnali, specialmente se si è stati a contatto con casi confermati o se si è consumato pesce crudo o molluschi in aree a rischio.

Prevenzione: vaccino e buone pratiche

In Italia sono disponibili due tipi di vaccino contro l’epatite A che conferiscono protezione già dopo circa 14-21 giorni dalla somministrazione. La vaccinazione è raccomandata per chi viaggia in aree endemiche, per operatori a rischio, per i tossicodipendenti e per i contatti familiari di casi confermati. Inoltre, è particolarmente indicata per le persone con malattie epatiche croniche, per le quali il rischio di esiti gravi è maggiore.

Misure igieniche e alimentari

Oltre al vaccino, sono fondamentali le norme igieniche di base: lavaggio accurato delle mani, corretta cottura dei prodotti ittici, separazione degli alimenti crudi da quelli cotti e acquisto da fornitori autorizzati. Le autorità sconsigliano di preparare cibo per terzi se si presentano sintomi compatibili con l’infezione e raccomandano di seguire le indicazioni locali sugli alimenti da evitare.

La situazione rimane sotto stretta sorveglianza: le autorità sanitarie e ospedaliere monitorano l’andamento dei casi, mentre le misure restrittive saranno rivalutate in base all’evoluzione epidemiologica. Nel frattempo, la combinazione di controlli sulla filiera, comportamenti igienici corretti e vaccinazione rappresenta la strategia principale per ridurre il rischio di nuove infezioni.