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Eutanasia: "Cappato resta sotto indagine a Milano, 'nessun dubbio su competenza"

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Milano, 11 ago. (Adnkronos) – "Nessun dubbio sulla competenza territoriale": saranno i magistrati di Milano – non quelli di Venezia come ipotizzato da qualcuno – a occuparsi dell'indagine su Marco Cappato indagato per aiuto al suicidio per aver accompagnato Elena, 69enne malata oncologica in fase terminale, in Svizzera.

Lo si apprende da fonti della procura.

Il tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, che lo scorso 3 agosto si era autodenunciato ai carabinieri della compagnia Duomo per aver accompagnato la donna residente a Spinea (Venezia) in una clinica a Basilea, deve rispondere dell'articolo 580 del codice penale che punisce "Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione". Se il suicidio avviene, il reato è punibile con "la reclusione da cinque a 12 anni".

Per la procura di Milano si deve considerare la residenza di Cappato che parte dal capoluogo lombardo con un intento "chiaro", ossia di accompagnare la donna nel suo ultimo viaggio. A occuparsi del caso sarà il sesto Dipartimento guidato dal sostituto procuratore Tiziana Siciliano che ha rappresentato la pubblica accusa nel processo a Cappato per l'aiuto al suicidio di deejay Fabo. Al momento non risulta che siano stati acquisiti documenti clinici o corrispondenza attraverso cui ricostruire quanto accaduto, né traspare l'intenzione degli inquirenti di ascoltare Cappato.

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