Il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli torna al centro dell’attenzione: il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila è sotto ispezione da parte del ministero della Giustizia per verificare le decisioni che hanno portato all’allontanamento dei bambini dai genitori e all’espulsione della madre dalla comunità in cui si trovava con i figli. La vicenda solleva questioni delicate sul ricongiungimento familiare e sul rispetto del benessere dei minori.
Famiglia nel bosco: ricorso per il ricongiungimento familiare
Intanto, il 16 marzo, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno presentato alla Corte d’Appello di L’Aquila un ricorso contro il provvedimento del Tribunale dei Minorenni che, a novembre, aveva disposto l’allontanamento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto e, a marzo, l’espulsione di Catherine dalla comunità dove si trovava con i figli. Al ricorso sono stati allegati documenti degli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, i quali sostengono la necessità di ricongiungere il nucleo familiare nell’interesse dei minori.
Come ha spiegato il perito della famiglia e psichiatra Tonino Cantelmi: “L’allontanamento dal contesto familiare è stato fortemente traumatico”. La difesa evidenzia che i genitori hanno garantito tutte le vaccinazioni necessarie e organizzato l’istruzione dei figli nella nuova abitazione offerta dal Comune di Palmoli, e contesta la presunta genericità dei rapporti dei servizi sociali su cui si sarebbe basata la decisione del tribunale. I giudici della Corte d’Appello hanno 60 giorni per pronunciarsi sul ricorso, che punta a ripristinare la coesione della famiglia.
Famiglia nel bosco, il retroscena sull’ispezione del ministero: ecco cosa è emerso
Questa mattina, 17 marzo, gli ispettori nominati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, hanno fatto il loro ingresso al Tribunale per i Minorenni di L’Aquila per avviare accertamenti sul caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli (Chieti). L’ispezione, svolta sotto la supervisione della capo-delegazione Monica Sarti, prevede l’analisi dei documenti e colloqui con i membri del collegio, estendendosi eventualmente ad altre figure coinvolte. Sarti ai giornalisti ha dichiarato: “Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari secondo la delega del ministro nella massima collaborazione e serenità. In questo momento l’attività nostra è riservata, quindi questo è quello che possiamo dire.”
L’arrivo degli ispettori ha comportato il rinvio delle udienze in programma, mentre all’esterno si è svolta un’iniziativa del sindacato di polizia penitenziaria a sostegno dei magistrati. Secondo le previsioni, le verifiche potrebbero protrarsi anche per due o tre giorni, con possibili ulteriori sopralluoghi nel pomeriggio.