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Famiglia: Ue, genitorialità riconosciuta da uno Stato vale in tutti gli altri

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Bruxelles, 7 dic. (Adnkronos) - Se una persona è genitore in uno Stato dell'Ue, deve esserlo anche in tutti gli altri, a prescindere dal tipo di famiglia e a prescindere da come il figlio è nato o da come è stato concepito. La Commissione Europea propone un regolamento, ci...

Bruxelles, 7 dic.

(Adnkronos) – Se una persona è genitore in uno Stato dell'Ue, deve esserlo anche in tutti gli altri, a prescindere dal tipo di famiglia e a prescindere da come il figlio è nato o da come è stato concepito. La Commissione Europea propone un regolamento, cioè una legge direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, volta ad armonizzare a livello comunitario le norme di diritto internazionale privato relative alla genitorialità. Uno degli aspetti chiave è che la genitorialità stabilita in uno Stato membro dell'Ue dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli altri Stati membri, senza alcuna procedura speciale.

La proposta, che per diventare legge necessita comunque dell'approvazione all'unanimità in Consiglio, riguarda tutti i bambini i cui genitori sono stati riconosciuti in uno Stato membro, e che si trovano in un altro Paese Ue, a prescindere da come il bambino è nato o da come è stato concepito, dal tipo di famiglia e a prescindere dalla nazionalità del bimbo o dei genitori. La proposta di regolamento, sottolinea la Commissione, è incentrata sull'interesse superiore e sui diritti del bambino.

Fornirà chiarezza giuridica a tutti i tipi di famiglie che si trovano in una situazione transfrontaliera all'interno dell'Ue, sia perché si spostano da uno Stato membro all'altro per viaggiare o risiedere, sia perché hanno familiari o beni in un altro Stato membro.

Il diritto dell'Unione così come interpretato dalla Corte di Giustizia europea, in particolare in materia di libera circolazione, prevede già che la genitorialità stabilita in uno Stato membro sia riconosciuta in tutti gli altri Stati membri per alcune finalità: accesso al territorio, diritto di soggiorno, non discriminazione con i cittadini.

Tuttavia, non è così per i diritti derivanti dal diritto nazionale. La proposta di regolamento, se approvata, consentirà ai minori in situazioni transfrontaliere di beneficiare dei diritti derivanti dalla genitorialità in base al diritto nazionale, in questioni come la successione, il mantenimento, l'affidamento o il diritto dei genitori di agire in qualità di rappresentanti legali del minore (per questioni scolastiche o sanitarie).

Attualmente, gli Stati membri hanno difficoltà con il riconoscimento della paternità, perché hanno norme di diritto sostanziale diverse sull'istituzione della genitorialità, norme diverse sulla competenza e sul conflitto di leggi per l'accertamento della paternità in situazioni transfrontaliere, e norme diverse sul riconoscimento della paternità stabilite in un altro Stato membro.

I regolamenti dell'Ue esistenti in materia di diritto di famiglia, successioni e documenti pubblici non includono il riconoscimento della paternità nel loro campo di applicazione. La Commissione propone l'adozione di norme armonizzate in materia di giurisdizione internazionale, cioè le norme che determinano quale giurisdizione degli Stati membri è competente nello stabilire la genitorialità in situazioni transfrontaliere; in materia di legge applicabile, cioè norme sul conflitto di leggi che designano la legge nazionale che dovrebbe applicarsi all'accertamento della paternità in situazioni transfrontaliere, e il riconoscimento delle decisioni giudiziarie e degli atti pubblici con effetti giuridici vincolanti (come l'atto notarile) e l'accettazione degli atti pubblici con effetti probatori (come l'atto di nascita) sulla paternità emessi in un altro Stato membro. La Commissione propone anche la creazione di un certificato europeo volontario di paternità che i bambini (o i loro rappresentanti legali, in genere i loro genitori) possono richiedere nello Stato membro che ha stabilito la paternità, per provare il loro status in un altro Stato membro. L'introduzione a livello Ue di norme uniformi sulla giurisdizione internazionale e sulla legge applicabile per l'accertamento della paternità in situazioni transfrontaliere mira a evitare le situazioni che si determinano oggi, in cui l'applicazione di norme nazionali diverse sulla competenza e sulla legge applicabile può portare a soluzioni divergenti in diversi Stati membri. L'introduzione a livello dell'Ue di norme uniformi sul riconoscimento della genitorialità stabilita in un altro Stato membro mira a facilitare la continuità di status di genitore in tutta l'Ue.