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Fanpage, contratti farlocchi? La multa e la reazione di Cancellato: "Diamo fastidio"

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Fanpage.it è al centro di una controversia sui rapporti di lavoro dopo la decisione dell’INPS di comminare una sanzione da 3,5 milioni di euro alla società editrice.

Fanpage.it, testata online diretta da Francesco Cancellato, è al centro di una controversia sui rapporti di lavoro dopo la decisione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) di comminare una sanzione da 3,5 milioni di euro alla società editrice, Ciaopeople Srl, per l’applicazione di contratti ritenuti non conformi alla normativa vigente.

La multa, legata a un’ispezione che avrebbe evidenziato un uso di contratti con retribuzioni e tutele inferiori rispetto a quelli collettivi previsti per i giornalisti, ha riacceso il dibattito sul mondo del lavoro nell’editoria digitale e sulle difficoltà di inquadramento nelle nuove realtà giornalistiche online.

Cosa contesta l’INPS

Secondo l’ente previdenziale, alcuni contratti applicati ai redattori della testata non rispecchierebbero pienamente le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di riferimento, come quelli firmati dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi) e dalla Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). L’INPS ha contestato che, a fronte di contratti con stipendi mediamente inferiori rispetto agli standard di categoria, sarebbero stati versati contributi previdenziali ridotti.

In pratica, la differenza tra retribuzioni e contributi effettivi e quelli che sarebbero dovuti essere applicati ha portato alla richiesta di recupero contributivo e alla sanzione economica.

La reazione della direzione di Fanpage

La direzione di Fanpage, attraverso il suo direttore Cancellato, ha respinto le accuse con fermezza, sostenendo che le critiche deriverebbero non da una reale analisi dei fatti ma da un clima di ostilità verso il modo di fare informazione della testata. Cancellato ha pubblicato un video di risposta sui social, rifiutando di entrare nel merito tecnico della questione e definendo la vicenda come una forma di attacco strumentale che colpirebbe chi “dà fastidio” con inchieste e inchieste giornalistiche.

Il punto di vista della Fnsi

La Federazione Nazionale Stampa Italiana ha preso posizione in modo critico, affermando che le contestazioni dell’INPS non vanno interpretate come un attacco alla libertà di stampa, ma come un richiamo alla corretta applicazione delle norme contrattuali. Per il sindacato dei giornalisti, il rispetto dei contratti collettivi non è solo una questione formale, ma una tutela concreta per stipendi, tutele previdenziali e pensioni dei professionisti dell’informazione.

Secondo la Fnsi, alcune delle scelte contrattuali adottate in passato — come l’uso di formule contrattuali diverse dai contratti Fnsi-Fieg — andavano adeguatamente inquadrate e corrette nel tempo, per evitare disparità di trattamento e possibili distorsioni nel mercato del lavoro editoriale.

Un caso che apre il dibattito

La vicenda ha sollevato un ampio dibattito sul futuro dei rapporti di lavoro nel giornalismo digitale, dove modelli contrattuali innovativi e nuove forme di collaborazione convivono con le tutele tradizionali della professione. Critici e sostenitori della linea di Fanpage dibattono su come bilanciare flessibilità, sostenibilità economica e rispetto dei diritti dei lavoratori.

È inoltre possibile che la sanzione venga impugnata davanti agli organi competenti, riaprendo un capitolo giudiziario di ampio interesse per l’intero settore media italiano.