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Fgc decide all’unanimità di opporsi a tutti i punti dell’assemblea Mps

Fgc decide all’unanimità di opporsi a tutti i punti dell’assemblea Mps

Fgc, la holding del gruppo Caltagirone, brandirà il veto su ogni proposta dell’assemblea straordinaria di Mps, spinta da un comitato indipendente e da pressioni istituzionali.

Il CdA di Fgc la holding non quotata del gruppo Caltagirone, ha comunicato la sua intenzione di votare contro tutti e cinque i punti della parte straordinaria dell’assemblea di Mps prevista per il 29 ottobre. La decisione è stata presa all’unanimità, dopo aver accolto integralmente le valutazioni del Comitato degli Amministratori Indipendenti supportate dal parere del prof.

Giovanni Fiori.

Il contesto istituzionale e le richieste di verifica

Nel pomeriggio dei giorni scorsi, il sindaco Nicoletta Fabio la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani hanno inviato una lettera alla Commissione europea – DG Competition chiedendo un controllo approfondito sui possibili effetti della riorganizzazione di Mps sulla concorrenza e sulla capacità del sistema creditizio di sostenere famiglie e imprese.

Il documento sottolinea che “non è una richiesta di interferire nel mercato, ma di verificare fino in fondo gli effetti sulla pluralità dell’offerta bancaria e assicurativa”.

Delfin entra in scena con una quota determinante

Nel frattempo, Intesa Sanpaolo ha annunciato la “valorizzazione” della ex banca di Siena, per poi rivelare che Delfin ha aderito all’Opas con una partecipazione del 17 per cento.

Questo cambiamento ha creato un nuovo assetto patrimoniale per Mps, costringendo l’amministratore delegato Lovaglio a valutare soluzioni inedite. L’analisi degli advisor avviata il giorno precedente ha evidenziato una serie di scenari complessi, aggravati dalla probabile decisione analoga di Fgc.

Le reazioni del mondo bancario e politico

La mossa di Delfin ha modificato l’asse di discussione rispetto a quanto comunicato da Intesa Sanpaolo ventiquattro ore prima, creando una frattura tra le posizioni dimostrate e la realtà operativa. A differenza dell’intervista di Carlo Cimbri al Sole 24 Ore che aveva ricevuto il plauso del governatore Giani la situazione attuale è più delicata: il futuro della rete di filiali, divise tra Intesa Sanpaolo e Bper, e la direzione generale di Mps sono ora al centro del confronto.

Prospettive per le istituzioni locali

Comune, Provincia e Regione hanno ribadito, pochi giorni fa, la loro disponibilità a collaborare per garantire la stabilità del territorio. Tuttavia, l’attuale dibattito si sta spostando più verso gli scenari a livello nazionale e europeo, dove le decisioni di Fgc e Delfin potrebbero avere ripercussioni sul mercato creditizio italiano.

La prossima assemblea del 29 ottobre rappresenterà il momento decisivo per definire il percorso di ristrutturazione e il ruolo delle principali parti coinvolte.

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