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Fiaccolata e inchiesta a Niscemi un mese dopo la frana

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a Niscemi migliaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata di solidarietà; la procura di Gela indaga per disastro colposo e il presidente Mattarella ha visitato la zona rossa

La comunità di Niscemi si è ritrovata in strada per ricordare le persone rimaste senza casa e per chiedere risposte concrete sulle cause del disastro.

La manifestazione

La giornata è stata segnata da una fiaccolata che ha raccolto migliaia di cittadini. L’evento, a un mese dall’accaduto, ha voluto mantenere alta l’attenzione pubblica sul recupero.

Azioni istituzionali e giudiziarie

Sul fronte giudiziario la procura di Gela prosegue le indagini per stabilire responsabilità e cause della frana di Niscemi. Le autorità hanno annunciato accertamenti tecnici e sopralluoghi per valutare il rischio residuo.

Presenza delle istituzioni

Alla manifestazione hanno partecipato autorità locali e rappresentanti istituzionali, a conferma della tensione sociale e della volontà collettiva di seguire il processo di ricostruzione. In giornata è avvenuta la visita del presidente della Repubblica, segnalata come gesto di vicinanza alla popolazione.

La fiaccolata: simboli, percorso e messaggi

La fiaccolata, organizzata dal comitato Evento franoso Niscemi 2026, si è svolta come segnale di protesta e memoria. L’iniziativa è stata presentata come apolitica e aperta a tutta la cittadinanza.

La manifestazione è seguita alla visita del presidente della Repubblica, interpretata dagli organizzatori come un gesto di vicinanza alla popolazione. Il corteo è partito da Largo Giugno e ha attraversato le vie limitrofe alla zona rossa.

Il percorso ha previsto una sosta davanti all’ingresso sbarrato della strada provinciale 12. La fiaccolata si è conclusa al Santuario Maria Santissima del Bosco, punto scelto per rendere visibile la ferita infrastrutturale causata dalla frana e per ribadire la richiesta di interventi immediati.

Le parole e i simboli del corteo

Il corteo ha proseguito dal punto scelto al Bosco verso il centro cittadino con cori e striscioni. In testa sventolava uno striscione con la scritta il coraggio di restare, la forza di cambiare, ripetuta tra i partecipanti. Il coro Niscemi rialzati ha scandito il percorso per richiamare attenzione sulla perdita di alloggi e servizi. All’imbocco della Sp 12 si è svolto un momento di raccoglimento: lì la fiaccola è stata accesa per ricordare la perdita di case e la compromissione della viabilità comunale.

La risposta delle istituzioni e la visita del capo dello Stato

Le istituzioni locali hanno partecipato alla manifestazione e hanno riaffermato l’impegno per la ripresa. Nei giorni precedenti il presidente della Repubblica ha effettuato una visita sul posto. Dopo un sorvolo della zona interessata dalla frana, ha effettuato un sopralluogo accompagnato dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e dal sindaco Massimiliano Conti. L’arrivo in piazza è stato accolto con un lungo applauso e con richieste di maggiore attenzione da parte dei residenti.

Un segnale di vicinanza

All’arrivo in piazza il presidente è stato accolto da un lungo applauso e da richieste di maggiore attenzione da parte dei residenti. Nel colloquio con chi ha perso la casa ha espresso parole di comprensione e sostegno. Sono state riportate le frasi: “ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi”. La visita ha avuto un valore simbolico e politico, utile a ricordare che, oltre alla gestione dell’emergenza, occorre programmare la fase di ricostruzione.

Dal punto di vista ESG, la ricostruzione dovrà integrare criteri di resilienza e circular design per ridurre il rischio futuro. La sostenibilità è un business case che può influire su tempi e costi della ricostruzione, e le aziende leader hanno capito che progettare per la resilienza riduce le vulnerabilità infrastrutturali.

L’inchiesta della Procura di Gela: acquisizioni e ipotesi

Sul fronte giudiziario la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per verificare se i fatti rientrino nelle ipotesi di disastro colposo e di danneggiamento seguito da frana. Il procuratore Salvatore Vella ha confermato che il procedimento è al momento contro ignoti.

Le indagini procedono con l’acquisizione di documentazione, rilievi tecnici e l’audizione di persone informate sui fatti. Gli accertamenti mirano a ricostruire modalità e responsabilità, così da orientare eventuali provvedimenti successivi. L’attività investigativa continua con le necessarie verifiche tecniche e amministrative.

Attività istruttoria e acquisizioni

L’attività investigativa continua con le necessarie verifiche tecniche e amministrative. Tra gli atti recenti figura l’audizione, come persona informata sui fatti, dell’ex prefetta di Caltanissetta Isabella Giannola. L’udienza è avvenuta nell’ambito del pool istruttorio che indaga sulla frana del 25 gennaio. Le indagini mirano a stabilire se l’evento fosse prevedibile e prevenibile, valutando interventi e responsabilità passate e presenti.

La combinazione tra mobilitazione civile, interventi istituzionali e attività della magistratura disegna un quadro complesso. Da un lato permane l’urgenza di risposte immediate per chi ha perso l’abitazione e la viabilità. Dall’altro resta l’esigenza di chiarire cause tecniche e profili di responsabilità. La città di Niscemi richiede unità e concretezza nelle azioni future; le verifiche tecniche e legali proseguono per restituire sicurezza e fiducia ai residenti.