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Moratti: posticipare il vaccino per chi ha avuto il Covid

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Palù (Aifa) avverte: la variante inglese sta prendendo il sopravvento. Si riproduce il 40-50% più facilmente della variante cinese

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LETIZIA MORATTI

“Serve un cambio nella strategia vaccinale. Da una parte mantenere e portare a conclusione le vaccinazioni per il personale sanitario, le Rsa, il personale e gli ospiti delle strutture sociosanitarie e gli over 80. Dall’altra concentrare prioritariamente le risorse vaccinali nelle aree critiche in modo da contenere il contagio.

Partiremo da domani, giusto il tempo tecnico per attrezzarci. Iniziamo dai comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo che fanno da cerniera tra le due province. La strategia è quella di creare una sorta di muro ideale tra le due province per contenere quanto più possibile il virus”. Lo ha affermato l’assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, in un’intervista al ‘Corriere della sera’.

“È necessario mettere in campo due azioni. La prima è un’azione di mitigazione. Stiamo tenendo sotto controllo sanitario il territorio in modo da poter intervenire in maniera preventiva e circoscrivere le aree critiche in base al numero di persone positive superiori a 250 per ogni 100 mila abitanti e al numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. In provincia di Brescia stiamo osservando una forte accelerazione delle infezioni dovuta alle varianti che riguardano il 39 per cento dei contagiati.

In particolare la variante inglese. Siamo intervenuti appunto con un’azione di contenimento per mitigare il contagio. Questa politica fino a oggi ci ha consentito di poter lasciare aperte le attività nelle zone non critiche. Ma da sola la mitigazione non basta. Dopo aver fatto ulteriori approfondimenti basati su pubblicazioni ed evidenze scientifiche, oltre alle esperienze maturate in altri Paesi, abbiamo chiesto di prevedere la somministrazione di una sola dose e/o il posticipo di 6 mesi per chi ha già contratto il Covid.

Un’eventuale risposta positiva ci permetterebbe di avere una maggiore disponibilità di vaccino. È all’esame del ministero” ha aggiunto la Moratti.

Palù, Aifa: la variante inglese sta prendendo il sopravvento

”Non ha senso parlare di prima, seconda o terza ondata. Il virus non ha mai smesso di circolare. Ora in certe aree del Paese la curva dei casi incidenti certamente si impenna, però a livello nazionale l’andamento è ancora a plateau”.

Lo ha affermato in un’intervista al Corriere della Sera Giorgio Palù, presidente dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco). ”Non abbiamo più bisogno di avvertimenti. Sappiamo già che questo lignaggio virale denominato B.1.1.7 sta prevalendo in gran parte d’Italia oltre che d’Europa. La situazione è comune a molte nostre città dove la variante sta prendendo il sopravvento. Quindi finirà per affermarsi. Sicuramente stanno aumentando i casi positivi e quindi la possibilità che più soggetti si debbano ricoverare. Sappiamo che il virus equipaggiato delle mutazioni indicate come 501Y e 681H si riproduce il 40-50% più facilmente del progenitore cinese, trovato per la prima volta a Wuhan. Non è affatto certo che sia responsabile di forme di malattia più gravi. I colleghi che sono nei reparti al momento non segnalano l’aggravamento del quadro clinico nei pazienti. Un’indagine del Nervtag (l’organismo Britannico sui virus respiratori) che ha misurato la carica virale in soggetti Sars-CoV-2 positivi non ha evidenziato differenze significative fra i casi dovuti alla variante e gli altri” ha aggiunto Palù.

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