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Frana in Molise, traffico fermo e scuole chiuse. L'allarme di Decaro: "Rischio isolamento per la Puglia"

frana molise

La frana ha interrotto collegamenti autostradali e ferroviari, mettendo in difficoltà la mobilità tra Abruzzo, Molise e Puglia. L'allarme delle istituzioni e gli interventi sul luogo.

La riattivazione della frana di Petacciato, in Molise, ha provocato gravi conseguenze sulla mobilità e sulle infrastrutture della dorsale adriatica, causando la chiusura di tratti autostradali, la sospensione della circolazione ferroviaria e l’adozione di misure straordinarie per gestire un’emergenza che, secondo le autorità, richiederà tempi lunghi per essere risolta.

Frana in Molise: un fenomeno geologico esteso e ancora in evoluzione

In Molise si è riattivata la frana di Petacciato, considerata tra le più estese d’Europa, con un fronte che si sviluppa per circa 4 chilometri lungo un’area storicamente soggetta a movimenti del terreno. L’evento è stato intercettato dai sistemi di monitoraggio già il 7 aprile, quando i sensori hanno registrato segnali di instabilità tali da far scattare immediatamente le procedure di emergenza.

Le abbondanti precipitazioni dei giorni precedenti sono ritenute uno dei fattori scatenanti della riattivazione, contribuendo a saturare il suolo e a ridurne la capacità di tenuta.

Il fenomeno non è nuovo per il territorio: si tratta infatti di una frattura geologica attiva da decenni, che in passato ha già subito diverse riattivazioni e interventi di contenimento. La dinamica in corso interessa sia la fascia collinare sia le infrastrutture presenti tra l’entroterra e la costa, rendendo l’area particolarmente fragile e difficile da gestire in termini di sicurezza. La persistenza del movimento rende al momento impossibile considerare la frana stabilizzata, condizione necessaria per avviare interventi strutturali definitivi.

Infrastrutture compromesse e impatti sulla mobilità dopo la frana in Molise

Le conseguenze della frana hanno coinvolto in modo diretto le principali infrastrutture di collegamento tra Abruzzo, Molise e Puglia. L’autostrada A14 è stata parzialmente chiusa: nel tratto tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara il traffico è stato interdetto a tutti i veicoli, mentre su altri segmenti è stato imposto il divieto ai mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate. La misura, adottata in via precauzionale, mira a ridurre il carico su un’infrastruttura già compromessa da lesioni e deformazioni del manto stradale.

Parallelamente, anche la rete ferroviaria lungo la direttrice adriatica ha subito danni rilevanti. La linea Bari–Pescara presenta binari deformati in più punti, con conseguente sospensione del servizio e deviazione dei convogli. I disagi si sono riflessi su diverse stazioni strategiche, tra cui Termoli, Vasto e Foggia, dove si sono registrati ritardi, cancellazioni e variazioni di percorso. La situazione ha imposto una riorganizzazione complessiva della mobilità, con l’individuazione di percorsi alternativi sia per il traffico leggero sia per quello pesante, attraverso arterie interne e collegamenti autostradali più distanti.

Gestione dell’emergenza, misure istituzionali e criticità territoriali: “Ripristino in settimane o addirittura mesi”

La gestione dell’emergenza è stata affidata a un coordinamento tra Protezione Civile, enti locali e amministrazioni centrali. Il Capo della Protezione Civile ha evidenziato la complessità della situazione, sottolineando che “la frana è in movimento” e che “finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale”. Durante le riunioni operative è stata disposta l’attivazione del volontariato per fornire assistenza ai viaggiatori e supporto logistico lungo le tratte interessate, oltre alla predisposizione di piani di viabilità alternativa.

Sul fronte istituzionale, il governo segue l’evoluzione del fenomeno attraverso il coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri competenti Matteo Salvini e Nello Musumeci, in costante raccordo con il Capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. A livello territoriale, il presidente della Regione Francesco Roberti ha definito l’evento una vera e propria emergenza nazionale, richiamando l’attenzione sulla necessità di interventi rapidi e coordinati.

Particolarmente significativo anche l’allarme lanciato dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ha evidenziato come l’interruzione simultanea dei collegamenti ferroviari e stradali lungo la dorsale adriatica possa determinare un rischio concreto di isolamento per ampie aree del Sud Italia. Le ripercussioni non riguardano solo la mobilità quotidiana, ma anche i flussi commerciali, turistici e logistici, con possibili effetti a catena sull’economia regionale.

Nel frattempo, le autorità locali hanno adottato misure straordinarie per ridurre la pressione sul sistema infrastrutturale: sospensione delle attività scolastiche in tutta la provincia di Campobasso e interruzione delle lezioni presso l’Università degli Studi del Molise. Tali provvedimenti sono stati motivati dalla necessità di limitare gli spostamenti e garantire condizioni di sicurezza, considerando le gravi criticità della viabilità provinciale e la chiusura di numerose arterie statali e secondarie.

Le operazioni sul campo proseguono con monitoraggi continui, sopralluoghi tecnici e verifiche strutturali. Tuttavia, la natura dinamica della frana e l’ampiezza dell’area coinvolta rendono il quadro particolarmente complesso: solo una stabilizzazione del movimento consentirà di avviare interventi di consolidamento e ricostruzione. Nel frattempo, il territorio resta in una condizione di emergenza prolungata, con tempi di recupero che, secondo le stime degli esperti, potrebbero estendersi per settimane o addirittura mesi.