Il 17 luglio 2026, la Borsa di Milano ha registrato un calo significativo, con il Ftse Mib che ha perso lo 0,94% chiudendo a 51.882 punti. Questo movimento ha visto alcuni titoli in forte difficoltà, mentre altri hanno saputo resistere alla pressione vendite, beneficiando di fattori esterni positivi.
In un contesto di mercato caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezze globali, Piazza Affari ha mostrato una performance contrastata.
I titoli dei semiconduttori hanno pesato particolarmente sul listino, con St che ha registrato un calo del 6,4% e Prysmian che ha perso il 5%. D’altra parte, le utilities hanno mostrato una resistenza notevole, con Eni in rialzo del 2,7% e Terna che ha guadagnato il 2,4%.
Le performance dei titoli energetici
Tra i titoli che hanno saputo distinguersi in una giornata complessivamente negativa, spiccano quelli legati al settore energetico.
Eni il colosso italiano del petrolio e del gas, ha registrato un aumento del 2,7% beneficiando della corsa del greggio. Il Brent settembre ha infatti raggiunto i 86,8 dollari al barile con un aumento del 3,2% mentre il Wti ha segnato 80,7 dollari con un rialzo del 2,3%. Anche il gas naturale ha mostrato un trend positivo, con il Ttf agosto che ha toccato i 57,3 euro al mwh in aumento del 4,6%.
Questo rialzo dei prezzi delle materie prime ha avuto un impatto diretto sui titoli delle aziende energetiche, che hanno saputo approfittare del contesto favorevole. Prysmian nonostante il calo iniziale, ha mostrato una certa resilienza, grazie alla sua specializzazione nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni. Anche Inwit ha registrato un aumento del 3,1% beneficiando della domanda crescente per le infrastrutture di telecomunicazione.
Le difficoltà del comparto bancario
Nonostante le performance positive di alcuni titoli, il comparto bancario ha mostrato una giornata difficile. Le vendite hanno colpito duramente i principali istituti di credito italiani, con UniCredit e Intesa Sanpaolo che hanno registrato un calo dello 0,8%. Anche Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha subito un ribasso simile, mentre Banca Popolare di Milano (Bpm) ha perso il 2,2% nel giorno del consiglio di amministrazione.
Le difficoltà del settore bancario riflettono le preoccupazioni degli investitori riguardo alle tensioni geopolitiche e alla stabilità economica globale. Questo clima di incertezza ha portato a una maggiore avversione al rischio, con gli investitori che preferiscono rifugiarsi in titoli più sicuri, come quelli delle utilities e delle aziende energetiche.
L’impatto delle tensioni geopolitiche
Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno avuto un impatto significativo sui mercati finanziari. Gli operatori guardano con preoccupazione all’evolversi della situazione, che potrebbe influenzare ulteriormente l’andamento dei listini nelle prossime settimane. L’avvio degli scambi a Wall Street previsto in calo, potrebbe aggiungere ulteriore pressione sui mercati europei nel pomeriggio.
In questo contesto, lo spread tra Btp e Bund decennali è rimasto stabile a 78,6 punti base indicando una relativa tranquillità nel mercato obbligazionario. Questo dato suggerisce che, nonostante la debolezza dell’azionario, non si registrano al momento tensioni significative sulla percezione del rischio sovrano italiano.
I titoli dei semiconduttori hanno pesato sul listino, mentre le utilities hanno mostrato una resistenza notevole. Le tensioni geopolitiche e l’avversione al rischio hanno influenzato negativamente il comparto bancario, mentre i titoli energetici hanno beneficiato del rialzo delle materie prime.
