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Funerali di Enrica Bonaccorti: la chiesa degli Artisti piena di persone e ricordi

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L'addio a Enrica Bonaccorti ha riunito amici e colleghi nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo: tra musica, letture e un commosso ringraziamento della figlia Verdiana

La città di Roma ha reso omaggio a Enrica Bonaccorti con una cerimonia solenne nella Chiesa degli Artisti (Santa Maria in Montesanto), in Piazza del Popolo. Morta all’alba del 12 marzo 2026 dopo una malattia, la conduttrice ha ricevuto l’ultimo saluto il 14 marzo 2026: un momento partecipato da colleghi, amici e da una folla di estimatori che ha riempito la piazza e la chiesa.

Alla funzione erano presenti numerosi volti noti del mondo dello spettacolo, insieme alla figlia Verdiana, che ha rappresentato la famiglia e ha rivolto parole di ringraziamento agli intervenuti. L’atmosfera è stata segnata da commozione, ricordi personali e scelte simboliche richieste dalla stessa Bonaccorti per il suo addio.

Presenze e ricordi dei colleghi

Tra i presenti sono arrivati amici e professionisti che hanno condiviso con lei percorsi artistici e personali: nomi come Mara Venier, Alba Parietti, Alberto Matano, Gloria Guida, Giancarlo Magalli, Ricky Tognazzi, Valerio Rossi Albertini, Ilona Staller e altri ancora hanno voluto rendere omaggio. Alcuni, come Mara Venier, sono apparsi profondamente scossi e hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, mentre altri hanno raccontato aneddoti che ne sottolineavano l’intelligenza, la generosità e la capacità di accogliere.

Testimonianze e affetto personale

Testimonianze intense hanno evocato lati diversi di Enrica: chi ha ricordato la sua ironia e il talento nella scrittura, chi ha sottolineato la sua delicatezza umana. L’ex compagno Arnaldo Del Piave ha parlato del valore dei momenti condivisi, e colleghi come Ricky Tognazzi hanno evidenziato la sua natura di artista completa. Altri interventi hanno raccontato la sua unicità fuori dagli schemi televisivi, descrivendola come una persona capace di creare relazioni sincere.

La celebrazione liturgica e i messaggi letti

La funzione è stata guidata da monsignor Antonio Staglianò, che nell’omelia ha ricordato la capacità di Enrica di trasformare le assenze in parole e di dare voce ai silenzi attraverso la scrittura. Durante la cerimonia è stata letta una lettera – inviata da Renato Zero – nella quale l’artista ha espresso affetto e la promessa simbolica di lasciare aperta una porta per gli incontri oltre il tempo. La scelta di far leggere il messaggio durante l’omelia ha sottolineato il peso affettivo del rapporto tra i due.

Letture e musiche che hanno segnato l’addio

Sul programma della funzione, volti televisivi come Eleonora Daniele hanno recitato la preghiera degli artisti, mentre Valerio Rossi Albertini ha letto alcune pagine e versi scritti dalla stessa Bonaccorti, richiamando il tratto autobiografico e la delicatezza dei suoi testi. Le musiche scelte per l’entrata e l’uscita del feretro hanno contribuito a creare una cornice intima e rispettosa dell’identità artistica della defunta.

Simboli scelti per il rito e il saluto finale

La cerimonia ha infatti seguito alcune delle indicazioni volute da Enrica: al posto dei consueti ceri sono stati disposti quattro alberi di limoni, su sua esplicita richiesta, come segno di vita e continuità. All’interno della chiesa, un pianoforte bianco ha accompagnato le esecuzioni, con brani particolarmente legati alla sua storia artistica, tra cui un pezzo collegato a Domenico Modugno e un altro dedicato a Renato Zero.

Il feretro è stato accolto da applausi e da cori spontanei in Piazza del Popolo: all’uscita, la folla ha salutato la conduttrice sulle note che avevano segnato parte del suo percorso creativo. Sul sagrato, la figlia Verdiana ha rivolto parole semplici ma toccanti per ringraziare quanti hanno accompagnato la madre negli ultimi mesi: un ringraziamento alla presenza e all’affetto che, ha detto, Enrica ha percepito fino alla fine.

Un’eredità artistica e umana

Enrica Bonaccorti lascia una memoria fatta di programmi, scritti e ruoli interpretati, ma anche di rapporti costruiti nel tempo. Colpita da un tumore al pancreas scoperto meno di un anno prima, ha affrontato il periodo finale circondata dall’affetto di amici e familiari. L’addio, scandito da musiche, letture e simboli scelti, ha voluto raccontare non soltanto la figura pubblica ma la persona che amava curare i dettagli e scrivere storie che toccassero la vita degli altri.

Nel silenzio che segue la cerimonia resta il racconto di una donna che ha attraversato televisione e teatro con curiosità e ironia, e che ha chiesto per il suo ultimo saluto gesti che parlassero di vita, non di morte. Così, tra persone note e spettatori comuni, l’addio è diventato la celebrazione di un percorso umano e artistico che continuerà a essere ricordato.