Lunedì 9 marzo 2026, “Lo Stato delle Cose” ha dedicato una puntata al caso di Chiara Poggi uccisa a Garlasco, con un elemento inedito: la prima intervista pubblica di Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio. Tra aggiornamenti sull’inchiesta, testimonianze e tensioni tra legali e consulenti, Sempio ha parlato direttamente del suo ruolo, delle accuse e dei punti oscuri ancora da chiarire nella vicenda.
La prima intervista di Andrea Sempio a ‘Lo Stato delle Cose’
Il programma “Lo Stato delle Cose” è tornato in onda ieri sera, lunedì 9 marzo 2026, offrendo aggiornamenti sul caso di Garlasco. Questa puntata si distingue per un elemento inedito: l’intervista ad Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio, che fino a oggi non aveva mai preso parola davanti a Massimo Giletti. Sempio ha espresso le proprie sensazioni riguardo all’accusa: «È un’accusa pesantissima, spero che sia l’ultima volta e venga chiarito tutto», mostrando fiducia nel lavoro degli inquirenti: «Se ci sarà il processo lo affronteremo».
Il giovane ha parlato anche del suo profilo psicologico tracciato dal RACIS, finora sconosciuto al pubblico, spiegando che i diari sequestrati contengono momenti sia felici che dolorosi: «A casa mia hanno preso diari e quaderni, di sicuro hanno visto la parte di me in cui sono deluso o sto soffrendo». Sempio ha chiarito alcune dichiarazioni passate, come quella sulla frase sulle donne: «Non mi ricordo quella frase, non rappresenta il mio rapporto con le donne», sottolineando che chi lo conosce bene potrebbe confermare il suo vero carattere.
Quando Giletti ha chiesto se temesse di finire in carcere come Alberto Stasi, Sempio ha risposto con franchezza: «Fare il carcere da innocente fa paura, a chi non lo farebbe? Se dovesse capitare a me, in qualche modo riusciremo a riaprire tutto e chiarire». L’intervistato ha anche ricordato la propria posizione sul giorno dell’omicidio: «Sono andato a Vigevano verso le 11, poi da mia nonna, verso le 11.30 ricevo una chiamata di mia mamma. Tutto è documentato, lo scontrino l’ho portato io».
Garlasco, Andrea Sempio parla a ‘Lo Stato delle Cose’: è scontro tra Garofano e De Rensis
La puntata si è sviluppata in un confronto acceso tra legali, giornalisti e consulenti tecnici. Angela Taccia, avvocata di Sempio, ha spiegato: «È rassegnato, ma fiducioso negli inquirenti; ha la forza dell’innocenza». Il conduttore ha notato un cambiamento nel giovane: «Sembra pronto al peggio», osservazione a cui Taccia ha risposto: «Non è pronto al peggio, teme solo che le cose possano non andare bene. Già in passato ci sono stati errori».
Il dibattito si è acceso ulteriormente tra Umberto Brindani, direttore di Gente, e l’ex capo dei RIS Garofano, riguardo agli errori nei verbali: Brindani ha affermato con determinazione: «Non ci siamo inventati 82 errori», mentre Garofano ha replicato: «Tutti questi errori non ci sono stati, ci sono sentenze definitive».
Questo atteggiamento è inaccettabile per De Rensis e interviene: «No, generale, io sono molto soft con tutti, se lei dice conti sugli errori facendo ironia con me viene a sbattere. L’ironia la va a fare con il carcere suo, non con il carcere di Stasi. Gli errori ci sono, si ricordi». Garofano replica: «È assolutamente fuori luogo, tutti questi errori non ci sono stati perché ci sono delle sentenze definitive. Quando saranno dimostrati sarò il primo a riconoscerli. Gente è un giornale, non è il Tribunale».
Ampio spazio è stato dedicato anche alla consulenza della dottoressa Cattaneo, attualmente secretata ma potenzialmente in grado di ridefinire la dinamica della morte di Chiara Poggi: Sempio non si è detto preoccupato: «Io porto il 44, lei porterà i suoi risultati e vedremo. Io non ho commesso l’omicidio». La questione dello scontrino e dei verbali dell’ambulanza ha dimostrato discrepanze che il giovane ha voluto chiarire, sottolineando eventuali ingenuità ma ribadendo la sua buona fede.
In chiusura, Sempio ha parlato del computer di Chiara, chiarendo che nessun contenuto compromettente lo riguarda: «Non guardavamo insieme con Marco i video porno… Mai toccato cartelle o filmati di Alberto e Chiara». Il consulente informatico della difesa di Stasi ha precisato che molte attività del computer potrebbero essere automatiche, come la verifica antivirus, e che la presunta apertura dei file non implica intervento volontario di Chiara. Alcune immagini erano «pornografiche lievi, di provenienza soprattutto da Internet», senza collegamento con il crimine.
Con questo intervento, Sempio ha ribadito la propria innocenza e la volontà di collaborare con la giustizia, mentre il dibattito tra legali, giornalisti e tecnici sottolinea le complessità di una vicenda che continua a dividere opinioni e interpretazioni.
“Alberto #Stasi è già stato condannato, oggi l’indagato è Andrea #Sempio e quasi sembra che la famiglia #Poggi non voglia accettare che ci sia una nuova indagine”
Massimo #Giletti #lostatodellecose #Garlasco pic.twitter.com/nRuXeUHaAS— 𝓿𝓪𝓢𝓬𝓸 (@_va_S_co_) January 19, 2026