(Adnkronos) – Un legame solido, basato sulla stima reciproca, ma con il desiderio di portare la proprietà ancora più vicina al cuore pulsante della piazza. Gian Piero Gasperini, ai microfoni di Sky Sport, parte dal dialogo con la famiglia Friedkin per tracciare il presente e il futuro della sua Roma capolista. Se ai tempi di Bergamo la presenza costante della famiglia Percassi rappresentava una consuetudine quotidiana, la gestione a distanza dei proprietari texani richiede un approccio diverso ma ugualmente proficuo.
“Sì, anche se è diverso.
La famiglia Percassi era presente quotidianamente con la squadra e con me, quindi c’era un rapporto stretto che andava oltre il lavoro e il calcio. Questo con la famiglia Friedkin non succede, ma io ho sempre la loro fiducia e il loro sostegno, anche se vivono distanti e vengono poco a Roma. Ora hanno messo Galantic che fa da collegamento un po’ più stretto tra la Roma e loro, però rimane chiaro il mio obiettivo di riuscire a coinvolgerli molto di più.
Ma non soltanto per me, ma anche per loro e anche per la piazza: riportare un po’ più di presenza in vista anche del centenario e della costruzione del nuovo stadio su cui investiranno cifre notevoli”, ha spiegato il tecnico giallorosso.
La riprova della condivisione d’intenti con i vertici societari si è vista anche nell’ultimo giorno di mercato, quando la dirigenza ha sbarrato la strada all’uscita di Manu Koné nelle battute conclusive della sessione estiva: “Non si poteva.
È inutile che Manu dice che non c’era niente, anche perché è stato un mercato così lungo: arrivare così, a pochissime ore dalla chiusura… non c’erano obiettivamente i tempi. Questi trasferimenti comportano l’inserimento di un sacco di persone, a volte solo per redigere contratti ci vogliono giorni, non vedo come si potesse fare un’operazione del genere. Personalmente sono contento sia andata così, lui avrà modo di aumentare ancora il suo valore”.
Gasperini guarda al campo e alla ripresa del campionato, forte della vetta condivisa con Inter e Lazio ma consapevole delle fatiche all’orizzonte, tra cui la gestione dei cinque cambi: “Aveavamo un numero piuttosto ridotto di giocatori per cui non potevamo fare amichevoli, quindi abbiamo pensato di dare continuità nella prima settimana al lavoro e poi ci siamo presi dei giorni di riposo. Oggi è l’ultimo giorno diciamo di vacanza, da domani iniziamo a calarci nella realtà del campionato che abbiamo lasciato in un momento positivo e anche bello a livello di prestazioni. Da lì vorremmo ripartire”. Sulla gestione atletica delle nove gare in ventisette giorni aggiunge: “I 5 cambi aiutano, magari 4 sono significativi e uno viene tenuto di riserva in caso di infortunio e utilizzato solo nel finale. Il dispendio energetico per i giocatori è notevole, per gli allenatori la gestione è un po’ meno complicata perché va con le partite… Lo svantaggio grosso sono gli infortuni”.
Proprio sul fronte infermeria, l’attenzione rimane altissima per le condizioni di Bryan Cristante, per il quale non verranno forzati i tempi di recupero in vista delle sfide contro Como e Real Madrid: “Cristante sta recuperando. Ha un problema al collaterale del ginocchio, lo sta curando e ci vuole il suo tempo…certamente non saremo disposti a rischiare niente, perché le partite sono tante e se dovesse saltare anche una o due partite in più non è un problema recuperarlo al meglio è l’obiettivo”. Il tecnico si dimostra invece entusiasta del rendimento degli uomini d’attacco, da un reattivo Matias Soulé fino alla ritrovata serenità di Paulo Dybala: “Soulé non solo contro l’Inter… ha pensato bene di curarsi durante l’estate e l’inizio di campionato è stato di livello. Poi ho visto che ha esordito anche con la nazionale argentina, quando vedo un giocatore della Roma che va a giocare in nazionale è un premio per tutta la squadra”.
Quanto alla Joya: “Dybala si è allenato come sta facendo da inizio luglio e sono molto contento per lui… Lui è nato col pallone tra i piedi, il fatto di dover saltare tanti allenamenti e partite lo rendeva triste. Adesso lo vedo felice, ha voglia di giocare, entusiasmo e questo è un bel traguardo”. Inevitabile infine uno sguardo agli imminenti avversari: prima il Como di Fabregas — “del Como apprezziamo tutti l’evoluzione, con tutte le altre se la può sicuramente giocare. Ho visto che lui usa il subbuteo, stasera me lo studio e vedo come usare qualche contromisura” — e subito dopo l’incrocio di Champions League con il Real Madrid, nel ricordo dell’eredità lasciata a Roma da José Mourinho: “José è comunque speciale e le persone speciali riescono a ottenere dei particolari successi, al di là di quelli sul campo”.
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