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Giuseppe Conte Deposita Documento alla Procura di Roma Durante Audizione

Giuseppe Conte Deposita Documento alla Procura di Roma Durante Audizione

Giuseppe Conte ha affrontato la commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid con dichiarazioni forti e un documento anonimo consegnato alla procura di Roma.

Giuseppe Conte, leader del M5S, ha affrontato la commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid con un’audizione carica di dichiarazioni forti e rivelazioni. L’ex premier ha iniziato il suo intervento con un giuramento solenne, assumendosi la piena responsabilità giuridica delle sue dichiarazioni e sottolineando l’importanza dell’onore e della trasparenza nella gestione della pandemia.

Il documento anonimo e le accuse alla JC Electronics Italia

Uno dei momenti più significativi dell’audizione è stato l’annuncio del deposito di un documento anonimo, ricevuto il 14, che Conte ha già consegnato alla procura di Roma. Il documento, di 10 pagine, riguarda una transazione da 100 milioni di euro tra lo Stato e la società JC Electronics Italia per la fornitura di mascherine.

Secondo Conte, il modello delle mascherine consegnate non corrisponderebbe a quello dichiarato, con un foglio di accompagnamento contraffatto. Questo solleva il sospetto che siano stati versati 100 milioni di euro dello Stato per materiale non conforme alle caratteristiche annunciate.

La difesa dell’operato del governo durante la pandemia

Conte ha rivendicato con orgoglio l’operato del suo governo durante la pandemia, sottolineando che non si è mai sottratto alle proprie responsabilità.

Ha ricordato il blocco dei licenziamenti, che ha salvato oltre 330.000 posti di lavoro nel 2026, e ha criticato chi, invece di affrontare l’emergenza in prima linea, si è rifugiato in polemiche sterili. Ha anche difeso la proroga dello stato d’emergenza, definendola necessaria per attivare i poteri della Protezione civile e evitare il crollo della rete sanitaria territoriale.

Le critiche alla commissione e alla maggioranza

Conte ha definito la commissione un plotone d’esecuzione nei suoi confronti e una gabbia di protezione per gli amministratori locali dei partiti della maggioranza. Ha accusato alcuni membri di aver perso l’onore durante la pandemia e di non averlo più recuperato. Ha anche rifiutato le lezioni sulla paura e sull’onore da chi, a suo dire, non può darle, citando episodi recenti in Parlamento in cui alcuni si sarebbero sottratti alle proprie responsabilità.

L’ex premier ha anche rivendicato il ruolo dell’Italia nel promuovere una reazione unitaria a livello europeo durante la pandemia. Ha ricordato il Pnrr definito un punto di svolta nella storia dell’Europa, e ha sottolineato l’importanza della condivisione di informazioni e strategie comuni per affrontare sfide complesse.

Conte ha concluso la sua audizione ribadendo la necessità di fare chiarezza non solo sulla gestione centrale dell’emergenza, ma anche su quanto avvenuto a livello regionale. Ha assicurato che, se la commissione dovesse scavare, non troverebbe mai qualcosa di illecito riguardo al suo operato, perché comportamenti illeciti non ci sono mai stati.

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