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Guerra in Iran, caro prezzi di gas e petrolio: l'avvertimento di Putin ai Paesi Europei

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Guerra in Iran, energia sotto pressione: Putin commenta il caro prezzi di gas e petrolio e rilancia il ruolo della Russia.

La guerra in Medio Oriente sta aggravando il caro prezzi di gas e petrolio, con ripercussioni dirette sugli equilibri energetici globali. In questo scenario Putin rilancia il ruolo della Russia come possibile fornitore per l’Europa, mentre le tensioni geopolitiche e il conflitto tra Mosca e Kiev continuano a influenzare mercati e strategie energetiche.

Crisi energetica e tensioni nel Golfo Persico

Nel contesto della guerra in Medio Oriente, il presidente russo Vladimir Putin ha evidenziato come la situazione nel settore energetico mondiale stia attraversando una fase di forte trasformazione. Secondo il capo del Cremlino, la chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un fattore decisivo per il mercato globale degli idrocarburi. “Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso“, ha dichiarato, spiegando che “l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato degli idrocarburi sta cambiando a causa del conflitto in Medio Oriente“. Questa nuova dinamica, ha aggiunto, porterà a un cambiamento strutturale nei prezzi dell’energia: “Questo porterà a una nuova realtà dei prezzi, sostenibile per Mosca“.

Putin ha inoltre ricordato che Mosca aveva già avvertito in passato dei rischi per la stabilità del settore energetico internazionale derivanti dai tentativi di destabilizzare il Medio Oriente. A suo avviso, la produzione petrolifera nel Golfo Persico potrebbe subire un arresto significativo già nelle prossime settimane a causa della situazione nello Stretto di Hormuz. In questo scenario, la Russia continua a presentarsi come un partner energetico stabile e affidabile: “Continueremo a fornire petrolio e gas ai Paesi che sono anch’essi partner affidabili“, ha affermato, citando tra gli interlocutori anche diversi Stati dell’Asia-Pacifico e alcune nazioni dell’Europa orientale, tra cui Slovacchia e Ungheria.

“Siamo pronti a farlo”. Guerra, caro prezzi di gas e petrolio: Putin tende la mano all’Ue

Durante una riunione di governo dedicata all’andamento del mercato degli idrocarburi, Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a rifornire i Paesi europei di petrolio e gas, purché vi sia un quadro di cooperazione stabile e privo di pressioni politiche. Il presidente russo ha sottolineato che Mosca è pronta a riprendere un dialogo energetico con l’Europa nel caso in cui arrivino segnali concreti in questa direzione: “Se gli acquirenti europei di idrocarburi forniranno alla Russia contratti a lungo termine senza pressioni politiche, la Russia sarà pronta a collaborare con loro“. Allo stesso tempo ha ribadito la necessità di una partnership chiara e duratura, affermando: “Siamo pronti a lavorare con gli europei, ma abbiamo bisogno che ci diano segnali che dimostrino la loro disponibilità e volontà“.

Nel frattempo, sul fronte della guerra in Ucraina, emergono nuovi sviluppi sia diplomatici sia militari. Dmytro Lytvyn, portavoce dell’Ufficio presidenziale ucraino, non ha confermato le notizie diffuse da alcuni media riguardo a possibili nuovi colloqui trilaterali a Istanbul previsti per l’11 marzo. Parallelamente, i servizi di sicurezza ucraini (SBU) hanno dichiarato di aver colpito il deposito petrolifero “Armavir” nel territorio russo di Krasnodar. Secondo quanto riferito, l’attacco avrebbe interessato una struttura chiave per la gestione e il controllo del flusso di prodotti petroliferi, provocando un vasto incendio visibile anche nei video diffusi sui social dai residenti della zona. Le autorità russe avrebbero mobilitato circa 120 soccorritori e 38 mezzi per spegnere le fiamme che hanno interessato un’area di circa 700 metri quadrati, in un’operazione che Kiev definisce “un altro colpo alla logistica petrolifera russa e alle infrastrutture di guerra“.

Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una riunione di governo al Cremlino con i vertici del settore energetico russo, dedicata alla situazione del mercato degli idrocarburi.