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Guerra in Medio Oriente, la denuncia di Conftrasporto: «Il trasporto sta pagando il conto della guerra prima di tutti»

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«La guerra in Iran e l’escalation in Medio Oriente hanno innescato una deriva che va fermata prima di superare il punto di non ritorno. In un quadro di totale incertezza, anche il sistema logistico si avvia verso una nuova emergenza. Senza un intervento immediato, l’effetto domino colpirà econ...

«La guerra in Iran e l’escalation in Medio Oriente hanno innescato una deriva che va fermata prima di superare il punto di non ritorno. In un quadro di totale incertezza, anche il sistema logistico si avvia verso una nuova emergenza. Senza un intervento immediato, l’effetto domino colpirà economia reale, imprese e famiglie», dichiara Pasquale Russo, Presidente Conftrasporto e Vicepresidente Confcommercio.

«La chiusura dello Stretto di Hormuz ha già bloccato navi e fatto impennare i prezzi – prosegue Russo – Se dovessero fermarsi nuovamente i transiti nel Canale di Suez, si tornerebbe alla circumnavigazione dell’Africa: più giorni di navigazione, più carburante, più costi. Il trasporto sta pagando prima di tutti il conto del conflitto. Dal 2 marzo il barile è salito di quasi il 17%, da 72 a circa 84 dollari. Con il 30% del GNL importato dal Qatar e dall’area mediorientale, l’Italia è esposta in modo diretto. Ogni ulteriore tensione si traduce in un aggravio immediato per le imprese».

«L’Europa deve parlare con una sola voce e reagire senza esitazioni. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono già mossi per contenere i prezzi. Non possiamo restare fermi. Conftrasporto chiede la sospensione immediata dell’ETS per il trasporto e misure straordinarie del Governo a sostegno del sistema logistico. Se non si interviene ora, il costo della guerra verrà scaricato integralmente sulla filiera produttiva e sui cittadini», conclude Russo.

Roma, 4 marzo 2026