La guerra in Medio Oriente continua a intensificarsi, coinvolgendo Iran, Stati Uniti, Israele e paesi del Golfo. Gli attacchi aerei, i lanci di droni e le operazioni militari navali hanno creato una situazione di estrema tensione, con ripercussioni immediate su scali internazionali come l’aeroporto di Dubai e sulle relazioni diplomatiche tra le nazioni della regione.
Tensione negli Emirati e sospensione dei voli a Dubai: gli ultimi aggiornamenti
L’aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico passeggeri, ha temporaneamente interrotto le operazioni dopo l’intercettazione di un oggetto volante dalla difesa aerea locale. L’ufficio stampa governativo ha precisato: “Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi delle compagnie aeree, le operazioni all’Aeroporto Internazionale di Dubai (DXB) sono state temporaneamente sospese. Tutte le procedure sono gestite in linea con i protocolli di sicurezza stabiliti”.
Testimoni hanno riferito all’Afp di una potente esplosione seguita da una nuvola di fumo, mentre Flightradar24 mostrava aerei in attesa sopra lo scalo. La compagnia Emirates ha successivamente confermato la ripresa delle operazioni, precisando che i voli confermati possono partire e che anche i passeggeri in transito possono proseguire se il loro volo è operativo.
Guerra in Medio Oriente, è caos. Missili, esplosioni e voli bloccati: “Non ci arrenderemo mai”
La regione mediorientale continua a essere teatro di violenze crescenti. L’esercito israeliano ha lanciato una nuova serie di attacchi aerei su Teheran e Isfahan, con 80 jet da combattimento impegnati in operazioni contro “le infrastrutture del regime terroristico iraniano”. Parallelamente, droni iraniani hanno colpito obiettivi in Bahrein, Kuwait e Iraq, mentre l’Iran avverte che “Paesi europei saranno obiettivi legittimi se si uniscono all’aggressione”. Secondo il Washington Post, Mosca fornirebbe informazioni di intelligence a Teheran per colpire le forze statunitensi, mentre il Pentagono ritiene Washington responsabile di un attacco a una scuola iraniana con 150 bambine decedute.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato alla televisione di Stato: “L’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele. I nemici devono portarsi il loro desiderio di resa incondizionata al popolo iraniano nelle loro tombe”. Pur scusandosi con i paesi vicini per gli attacchi collaterali, Pezeshkian ha aggiunto: “Non prenderemo di mira i Paesi vicini a meno che non vengano attaccati da lì”.
Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare la presenza navale nella regione con il dispiegamento della USS George H.W. Bush, completata l’esercitazione pre-schieramento, che dovrebbe dirigersi verso il Mediterraneo orientale, dove la USS Gerald R. Ford si trova attualmente nel Mar Rosso. La USS Abraham Lincoln rimane invece nel Mar Arabico, pronta per eventuali operazioni contro l’Iran. Nel frattempo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato attacchi con droni contro una petroliera nel Golfo Persico, mentre l’Arabia Saudita intercettava un missile diretto alla base aerea di Prince Sultan, dove sono presenti truppe statunitensi.
La tensione politica si riflette anche sul fronte diplomatico: i ministri degli Esteri della Lega Araba nelle prossime ore terranno una riunione d’emergenza in videoconferenza, su richiesta di Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Giordania ed Egitto, per discutere degli attacchi iraniani contro diversi membri del gruppo. Il Segretario generale Ahmed Aboul Gheit ha definito le offensive “pienamente riprovevoli” e un “grave errore strategico iraniano” che potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione.