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Guerra in Ucraina, l’informativa del premier Draghi in Senato

Si è conclusa l'informativa del premier Mario Draghi in Senato: il capo del governo ha riferito sugli ultimi sviluppi della guerra in Ucraina.

Draghi Senato

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha tenuto un’informativa in Senato sugli ulteriori sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. Seguirà un intervento alla Camera alle 11:30.

Informativa di Draghi in Senato

Oggi intendo approfondire i principali aspetti legati alla guerra in Ucraina, giunta al suo ottantacinquesimo giorno.

La speranza da parte della Russia di conquistare vaste aree del paese in tempi breve si è scontrata con la convinta resistenza del popolo ucraino. L’offensiva si sta concentrando soprattutto nel sud-est, dove si è trasformata in un’occupazione militare: a Kherson le forze russe hanno lasciato alla guardia nazionale russa il presidio dell’area e il primo maggio è stato adottato il rublo. L’attività dell’aviazione e dei lanci missilistici intanto continuano su Mariupol e in Donbass.

Le perdite in termini umane sono incredibili, sono state trovate fosse comuni a Kiev e in altri luoghi liberati dall’occupazione russa come Bucha. L’Italia ha offerto il suo sostegno all’Ucraina per indagare su eventuali crimini di guerra. Al 3 maggio, il numero di sfollati interni è arrivato a 7.7 milioni di persone e circa 6 milioni di cittadini hanno lasciato l’Ucraina dall’inizio delle ostilità per andare nei paesi vicini.

Oltre 116 mila sono arrivati in Italia, tra cui 4 mila minori non accompagnati. Sinora abbiamo inserito 22.792 studenti nelle nostre scuole, dei quali quasi 11 mila nelle primarie.

“Rischiamo una crisi alimentare”

Alla crisi umanitaria rischia di aggiungersene anche una alimentare. Russia e Ucraina sono tra i principali fornitori di cereali a livello globale e da soli sono responsabili del 25% delle esportazioni globali di grano. 26 paesi dipendono da loro per più di metà del lor fabbisogno.

Le devastazioni belliche hanno diminuito la capacità produttiva di vaste aree dell’Ucraina, e la Russia ha bloccato milioni di tonnellate di cereali nel mar nero e nel mar d’Azov. Occorre quindi agire per evitare che il conflitto in Ucraina provochi crisi alimentari che farebbero morire milioni di persone nella parte più povera del mondo. A Biden ho infatti chiesto sostegno per un’iniziativa condivisa che sblocchi i milioni di tonnellate di grano bloccati nei porti ucraini.

“Cessate il fuoco il prima possibile”

Fin dall’inizio dell’invasione, ci siamo mossi con convinzione per sostenere l’Ucraina stanziando oltre 800 milioni di euro in assistenza per i profughi. Siamo un paese ospitale, lo stiamo dimostrando e intendiamo continuare a farlo. Abbiamo inoltre stanziato oltre 100 milioni di euro in sovvenzioni al governo ucraino. La Protezione Civile ha donato diversi beni e offerto assistenza anche a Slovacchia e Moldova.

Per impedire che la crisi continui ad aggravarsi, dobbiamo raggiungere il prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire con forza i negoziati. Questa è la posizione dell’Italia e l’aspirazione europea. Nei miei incontri internazionali ho notato un apprezzamento della posizione italiana, fortemente ancorata nel patto transatlantico e nell’Unione Europea. Una posizione che ci permette di essere in prima linea nella ricerca della pace.

Ieri la Russia ha espulso 24 diplomatici italiani, un atto ostile che ricalca decisioni simili a quelle prese per altri paesi europei. Resta comunque essenziale mantenere canali di dialogo con la Federazione, perché è solo così che potrà emergere una soluzione negoziale. Dovrà però essere l’Ucraina, e nessun altro, a decidere che pace accettare. A fine giugno si terrà il Consiglio Europeo in cui affronteremo anche la questione del suo ingresso nell’UE e l’Italia è favorevole alla sua adesione.

“Favorevoli a nuove sanzioni contro la Russia”

Noi continueremo a sostenere il governo ucraino a respingere i russi. Al tempo stesso occorre continuare a mantenere alta la pressione sulla Russia, attraverso le sanzioni, per portarla ai tavoli dei negoziati. Queste hanno già avuto delle ripercussioni importanti a livello di economia: secondo le previsioni del FMI, il prodotto interno russo calerà dell’8,5% quest’anno e il tasso di inflazione raggiungerà il 21,3%. L’UE sta lavorando ad un sesto pacchetto di sanzioni con misure legate al petrolio, restrizioni per alcuni istituti finanziari e ampiamento della lista di individui sanzionati, che l’Italia intende sostenere.

Appoggiamo anche la richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla NATO, a cui andrebbe affiancata una difesa comune europea. Il primo passo deve essere la razionalizzazione della spesa militare in Europa. Migliorare le nostre capacità di difesa però non basta per costruire una pace duratura: nel lungo termine servirà anche uno sforzo creativo per arrivare ad una conferenza internazionale su modello degli accordi di Helsinki del 1975. Una volta ottenuto il cessate il fuoco, occorrerà costruire un quadro internazionale rispettoso e condiviso e avvicinare paesi che oggi sono distanti.

“Investire sulle energie rinnovabili”

Il governo ha intenzione di continuare ad impegnarsi per far fronte anche alle altre crisi derivate dal conflitto, prima tra tutte quella energetica. Ci siamo mossi per ridurre la quota di gas importato dalla Russia, che nel 2021 è stata circa il 40% del totale. Vogliamo non solo aumentare le forniture di gas naturale come combustibile di transizione ma anche investire per aumentare la produzione di energie rinnovabili (cosa prevista dall’accordo con l’Algeria). Le stime indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre nel 2024, ma i primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno”.

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