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Guerra Iran, Netanyahu frena le voci di fine conflitto e avverte: "Non abbiamo ancora finito"

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Netanyahu avverte che la guerra con l’Iran continua, respinge ogni speranza di fine imminente e punta a indebolire il regime degli ayatollah.

La tensione tra Israele e Iran si è intensificata negli ultimi giorni, con attacchi reciproci che coinvolgono sia il territorio iraniano sia quello israeliano, mentre Stati Uniti e alleati occidentali monitorano attentamente la crisi. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha sottolineato che con la guerra in corso sta «spezzando le ossa» al regime iraniano.

Tensioni militari e timori per l’escalation nel Golfo

Sul piano militare, le operazioni proseguono con intensità. L’esercito israeliano ha colpito infrastrutture legate ai missili balistici e basi della forza Quds in diverse aree dell’Iran, mentre le forze statunitensi sono impegnate a contrastare le possibili minacce navali nel Golfo. Il capo del Pentagono Peter Hegseth ha chiarito che le ostilità continueranno finché “il nemico non sarà definitivamente sconfitto“, aggiungendo che “la guerra finirà con la tempistica decisa dagli Stati Uniti“.

La tensione resta altissima soprattutto nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico mondiale. L’ipotesi di un blocco del traffico marittimo ha alimentato preoccupazioni sui mercati e tra gli alleati occidentali. I Pasdaran hanno minacciato di impedire l’esportazione di «un solo litro di greggio dalla regione alla parte ostile e ai suoi partner fino a nuovo avviso», mentre Trump ha avvertito che se l’Iran «fermasse il flusso di petrolio» subirebbe una risposta «venti volte più forte».

Nel frattempo la guerra si estende anche sul terreno: Teheran ha rivendicato attacchi contro obiettivi militari e di intelligence a Haifa, mentre le sirene d’allarme hanno risuonato a Tel Aviv e nel centro di Israele, segnale di un conflitto che resta aperto e imprevedibile.

Guerra Iran, il duro avvertimento di Netanyahu: “Non abbiamo ancora finito”

Il conflitto tra Israele e Iran appare tutt’altro che vicino alla conclusione. A ribadirlo è stato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha raffreddato l’ottimismo nato dopo le parole di Donald Trump, secondo cui la guerra sarebbe stata «praticamente conclusa». Il leader israeliano ha invece sostenuto che l’operazione militare avviata con il supporto degli Stati Uniti sta infliggendo colpi durissimi alla leadership iraniana e che la campagna non è terminata.

Durante una visita al Centro operativo nazionale per le emergenze sanitarie, Netanyahu ha affermato che Israele “sta spezzando le ossa al regime iraniano dall’inizio dell’offensiva” e ha ribadito che “non ha ancora finito“.

Secondo il premier, l’obiettivo politico resta quello di indebolire il potere degli ayatollah e aprire la strada a un cambiamento interno: “Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro“.