L’escalation della guerra in Iran sta già scuotendo profondamente il settore turistico del Medio Oriente, causando cancellazioni di voli, chiusure di aeroporti e un drastico calo della fiducia dei viaggiatori internazionali. I principali hub della regione, come Dubai, Abu Dhabi e Doha, affrontano interruzioni operative che influiscono non solo sull’economia locale, ma sull’intera filiera globale dei viaggi.
Guerra, turismo in crisi e flussi in bilico: l’impatto sull’Italia e le prospettive di ripresa
Oltre ai danni immediati sulle prenotazioni, il conflitto sta influenzando i flussi turistici verso e dall’Italia. Secondo Assoviaggi Confesercenti, oltre 610.000 italiani viaggiano ogni anno verso Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e Oman, con circa 60.000 che si avvalgono di tour operator e agenzie di viaggio; dai cinque Paesi coinvolti si registrano più di 170.000 arrivi e oltre 2,5 milioni di pernottamenti verso l’Italia. Le prime cancellazioni segnalate da Assohotel indicano un calo del 15%, con un possibile aumento nelle prossime settimane. Gabriele Baldan, titolare dell’agenzia Cantiere 34, spiega: “La sospensione o riduzione dei collegamenti comporta l’impossibilità, per numerosi viaggiatori, di raggiungere le destinazioni europee secondo i programmi previsti. Ovviamente non riuscendo a raggiungere la meta l’impatto è immediato”.
Le conseguenze si riflettono su hotel, ristoranti, servizi culturali, trasporti e attività accessorie come escursioni, shopping e musei, incidendo non solo sui numeri, ma anche sul valore economico generato dai turisti. Tuttavia, gli analisti rimangono ottimisti: la ripresa potrebbe iniziare dai viaggi d’affari grazie alla posizione strategica della regione, e le rotte alternative attraverso grandi hub europei potrebbero mitigare parte dei danni. Come osserva il WTTC, “la storia dimostra che il settore può riprendersi rapidamente, soprattutto quando i governi supportano i viaggiatori attraverso il supporto alberghiero o il rimpatrio”.
Guerra in Iran, turismo in crisi in Medio Oriente: “Perdita di 600 milioni al giorno”
L’escalation del conflitto in Iran sta già provocando effetti significativi sull’industria turistica del Medio Oriente, con perdite stimate intorno ai 600 milioni di dollari al giorno legate alla spesa dei visitatori internazionali, secondo il World Travel & Tourism Council (WTTC), come riportato dal Financial Times. La stima si basa su proiezioni del 2026, prima dello scoppio della crisi. Le cancellazioni di voli, la chiusura dello spazio aereo e l’insicurezza percepita hanno indotto molti turisti a rinviare o annullare le loro vacanze, con conseguenze dirette sull’economia locale. Solo a Dubai, ad esempio, più di 80.000 prenotazioni di affitti a breve termine sono state cancellate nella settimana fino al 6 marzo, secondo i dati di AirDna.
Il WTTC sottolinea che la regione gioca un ruolo chiave nel turismo globale, rappresentando il 5% degli arrivi internazionali e il 14% del traffico di transito mondiale, e che qualsiasi interruzione colpisce l’intera filiera: aeroporti, voli, hotel, autonoleggi e crociere. Gloria Guevara, Presidente e CEO del WTTC, ha osservato: “Il settore dei viaggi e del turismo è il più resiliente in assoluto. La nostra analisi delle crisi precedenti dimostra che gli incidenti legati alla sicurezza spesso registrano i tempi di ripresa più rapidi per il turismo, in alcuni casi anche di due mesi, quando i governi e l’industria collaborano per ripristinare la fiducia dei viaggiatori”.