> > Ucraina, via il ministro Fedorov: il rimpasto di Zelensky provoca proteste

Ucraina, via il ministro Fedorov: il rimpasto di Zelensky provoca proteste

Ucraina, via il ministro Fedorov: il rimpasto di Zelensky provoca proteste

La scelta di Zelensky di sostituire Fedorov provoca malcontento: il nuovo assetto della Difesa apre interrogativi sulla linea militare di Kiev.

La guerra in Ucraina entra in una nuova fase di tensione interna dopo la decisione di Volodymyr Zelensky di procedere a un importante rimpasto ai vertici dello Stato, culminato con la rimozione del ministro della Difesa Mychajlo Fedorov. Una scelta che ha superato i confini di una semplice sostituzione politica, trasformandosi in un caso capace di dividere opinione pubblica, istituzioni e apparato militare.

Guerra Ucraina, Zelensky rimuove ministro Fedorov: proteste dopo il rimpasto di governo

La decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di rimuovere il ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, ha provocato forti reazioni in Ucraina e acceso un nuovo confronto interno ai vertici del Paese. Il giovane ministro, entrato in carica appena sei mesi fa, era considerato una delle figure più dinamiche dell’esecutivo grazie al suo approccio innovativo alla guerra contro la Russia, basato sull’impiego di tecnologia, automazione, droni e sistemi senza pilota per le operazioni a lungo raggio.

La sua uscita dal governo è arrivata all’interno di un più ampio rinnovamento della squadra di governo voluto da Zelensky, che ha portato anche alla nomina del nuovo premier Sergiy Koretskyi al posto di Yulia Svyrydenko, dopo circa un anno di mandato.

La scelta di sostituire Fedorov, però, è stata quella che ha generato maggiore tensione, soprattutto per il conflitto ormai evidente con il comandante delle forze armate Oleksandr Syrskyi, considerato molto vicino al presidente.

L’ex ministro ha spiegato ai giornalisti di essere stato allontanato a causa dello scontro con il vertice militare, accusando Syrskyi di aver creato divisioni invece di concentrarsi esclusivamente sulla strategia contro Mosca: “invece di escogitare un modo per sconfiggere la Russia, ha escogitato un modo per dividere il Paese”. Secondo Fedorov, dopo il mancato sostegno di Zelensky alla sua richiesta di sostituire il comandante dell’esercito, molte delle sue iniziative avrebbero iniziato a essere ostacolate. “Syrsky è pronto a tessere intrighi e non a riconoscere il problema”, ha dichiarato l’ex ministro, arrivando a sostenere di non ritenere possibile una vittoria ucraina con l’attuale guida militare.

La decisione ha suscitato malcontento anche tra alcuni parlamentari, compresi esponenti della maggioranza, mentre nelle principali città ucraine sono nate manifestazioni spontanee. A Kiev, Odessa, Leopoli e Kharkiv centinaia di persone sono scese in strada con bandiere ucraine e dell’Unione Europea, chiedendo il ritorno di Fedorov e criticando la scelta del governo con slogan come “vergogna” e “riportate Fedorov”. Le proteste sono particolarmente significative perché in Ucraina, a causa della legge marziale e della situazione bellica, le manifestazioni pubbliche sono rare e spesso scoraggiate dal forte richiamo all’unità nazionale. Secondo molti cittadini, la rimozione del ministro rappresenta una perdita per lo sforzo bellico proprio nel momento in cui Kiev stava ottenendo risultati importanti grazie agli attacchi contro infrastrutture strategiche russe, compresi alcuni siti petroliferi.

Khmara alla Difesa, Zelensky difende la scelta: il caso Fedorov apre lo scontro

Nel suo consueto intervento serale, citato da Ukrainska Pravda, Zelensky ha difeso la nomina temporanea di Yevhen Khmara come nuovo responsabile del ministero della Difesa, senza però affrontare direttamente le polemiche sulla mobilitazione militare che avevano coinvolto Fedorov né commentare le richieste pubbliche di reintegro dell’ex ministro. Il presidente ha spiegato di aver scelto una figura con esperienza nel settore della sicurezza, sottolineando il ruolo svolto da Khmara all’interno del Centro per le Operazioni Speciali Alpha del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu). “Yevhen Khmara ricoprirà la carica di Ministro della Difesa ad interim dell’Ucraina. Ha diretto il Centro per le Operazioni Speciali Alpha dell’SSU, che ha ottenuto i risultati più efficaci nell’eliminazione degli occupanti al fronte”, ha dichiarato Zelensky, evidenziando anche la sua esperienza nelle operazioni a lungo raggio e nella gestione delle strutture di difesa.

La nomina definitiva di Khmara dovrà comunque essere approvata dal Parlamento ucraino. Zelensky ha affermato di aver già concordato con il nuovo primo ministro Koretskyi le procedure necessarie, ribadendo che il nuovo ministro dovrà continuare la riforma del settore della difesa. In precedenza il presidente aveva dichiarato che i cittadini, anche durante la guerra, hanno il diritto di partecipare a manifestazioni pacifiche e di esprimere il proprio dissenso, aggiungendo di non aver “ancora chiuso la questione” sollevata dai manifestanti.

Il caso Fedorov riflette una frattura più ampia tra due visioni differenti della gestione della guerra. Da una parte c’è l’ex ministro, 35 anni, il più giovane membro del governo Zelensky, simbolo di modernizzazione e cambiamento; dall’altra Syrskyi, 60 anni, generale con una formazione militare tradizionale e un’impostazione considerata meno aperta alle innovazioni tecnologiche. Fedorov aveva promosso riforme per rendere più efficiente il sistema militare e aveva lavorato alla revisione della mobilitazione obbligatoria, giudicata da molti inefficace e segnata da problemi di corruzione. Zelensky ha spiegato di essersi trovato davanti alla necessità di scegliere tra la collaborazione con Fedorov e quella con Syrskyi, optando infine per mantenere il comandante delle forze armate. Secondo l’ex ministro, il presidente gli avrebbe anche proposto un incarico come consigliere dopo la rimozione, ma lui avrebbe rifiutato.

Nel frattempo, il Cremlino ha minimizzato l’importanza del cambio al vertice della Difesa, affermando attraverso il portavoce Dmitry Peskov che “non ha molta importanza chi sia il ministro della Difesa”, purché venga presa una decisione responsabile in grado di portare a una soluzione del conflitto. Per Mosca, tuttavia, tale soluzione coincide con le richieste già note del Cremlino, tra cui la rinuncia ucraina al controllo del Donbass. Secondo diversi analisti, la scelta di Zelensky appare legata alla volontà di sostenere il comandante dell’esercito in una fase delicata della guerra, anche se il costo politico interno potrebbe rivelarsi elevato.

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