Vladimir Putin ha annunciato la conquista di Kostyantynivka, roccaforte ucraina. Nelle stesse ore è stato annunciato anche un massiccio attacco di droni su San Pietroburgo.
Putin annuncia conquista roccaforte ucraina
La guerra in Ucraina continua a registrare nuovi sviluppi sul fronte orientale. Il Cremlino ha annunciato la conquista di Kostyantynivka, importante centro strategico della regione di Donetsk, considerato uno degli ultimi baluardi sulla strada che conduce alle città di Kramatorsk e Sloviansk, ancora sotto il controllo di Kiev.
L’annuncio è arrivato dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, mentre nelle stesse ore la Russia ha denunciato un massiccio attacco di droni ucraini contro diverse regioni del Paese, compresa l’area di San Pietroburgo.
Secondo la versione fornita da Mosca, le truppe russe avrebbero preso il controllo dell’intera città di Kostyantynivka dopo mesi di combattimenti.
Prima dell’inizio del conflitto il centro contava circa 78 mila abitanti ed è da tempo considerato uno snodo fondamentale per le operazioni militari nel Donbass. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito la città una delle principali aree fortificate dell’esercito ucraino. “La città era stata trasformata in un’area fortificata ritenuta inespugnabile dal regime di Kiev, ma grazie all’eroismo delle nostre truppe è stata completamente liberata“, ha dichiarato Peskov, secondo quanto riportato dall’agenzia russa Tass.
Al momento, però, non risultano conferme indipendenti che certifichino il pieno controllo della città da parte delle forze russe. Le autorità ucraine non hanno confermato la ricostruzione diffusa dal Cremlino.
Guerra, Kramatorsk e Sloviansk restano gli obiettivi principali
La conquista di Kostyantynivka rappresenterebbe un importante passo avanti nella strategia militare di Mosca nel Donbass. La città si trova infatti lungo l’asse che conduce verso Kramatorsk e Sloviansk, considerate le ultime grandi roccaforti ucraine nella regione. La battaglia per il controllo dell’area andava avanti dalla fine del 2025, quando le forze russe avevano iniziato a intensificare la pressione sul settore orientale del fronte. Per mesi gli analisti militari hanno indicato questa offensiva come uno dei principali sforzi bellici russi lungo una linea del fronte che si estende per oltre mille chilometri.
Sempre secondo Peskov, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe visitato un posto di comando dell’esercito, dove avrebbe ricevuto aggiornamenti dai vertici militari e ringraziato personalmente i soldati impegnati nelle operazioni. Il Cremlino ha inoltre ribadito che l’intera regione di Lugansk sarebbe ormai sotto il controllo russo, una rivendicazione già avanzata nei giorni scorsi dalle autorità filorusse locali ma che continua a essere contestata da Kiev.
Guerra, massiccio attacco di droni sulla Russia
Parallelamente ai combattimenti nel Donbass, Mosca denuncia un’intensa offensiva condotta dall’Ucraina con droni a lungo raggio. Il ministero della Difesa russo sostiene che, tra la serata di venerdì e la mattinata di sabato, le difese aeree abbiano intercettato e abbattuto 389 droni ad ala fissa diretti verso numerose regioni della parte europea della Federazione Russa. Tra le aree interessate figurano Belgorod, Bryansk, Kursk, Mosca, Rostov, Smolensk, Tula, Tver, oltre alla Crimea annessa e alle zone del Mar Nero e del Mar d’Azov.
Particolarmente significativa, secondo le autorità russe, sarebbe stata l’offensiva contro San Pietroburgo. Il governatore della città ha parlato di un “attacco massiccio”, mentre per motivi di sicurezza l’agenzia federale Rosaviatsia ha disposto la temporanea sospensione delle operazioni negli aeroporti di Ivanovo e Pskov. L’intensificarsi delle operazioni militari su entrambi i fronti conferma come il conflitto continui a vivere una fase di forte escalation. Mentre la Russia rivendica nuovi avanzamenti territoriali nel Donbass, l’Ucraina prosegue gli attacchi con droni contro obiettivi situati sempre più in profondità nel territorio russo, nel tentativo di colpire infrastrutture e basi logistiche. Resta ora da capire se le rivendicazioni del Cremlino sul controllo di Kostyantynivka troveranno conferme indipendenti nei prossimi giorni.
