Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran nelle prossime 48 ore. La dichiarazione è arrivata durante un’intervista radiofonica con Hugh Hewitt, in cui Trump ha affermato che gli attacchi inizieranno lunedì sera e continueranno martedì. Questa mossa segue una serie di eventi che hanno portato a un’escalation delle tensioni nella regione del Medio Oriente.
Trump ha anche annunciato un discorso alla nazione previsto per giovedì alle 21:00 ora locale, che corrisponde alle 3:00 di venerdì mattina in Italia. La situazione è critica, con il bilancio delle vittime statunitensi salito a 14 e 414 militari feriti. Le esplosioni a Bandar Abbas, in Iran, e le attivazioni delle difese aeree hanno ulteriormente complicato il quadro.
Attacchi a Bandar Abbas e reazioni iraniane
Le forze statunitensi hanno colpito un impianto di manutenzione di sottomarini e navi alla base navale di Bandar Abbas. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), gli attacchi hanno ridotto la capacità dell’Iran di colpire il traffico navale commerciale. Inoltre, per la prima volta, sono stati utilizzati droni marini in operazioni di combattimento, specificamente i droni Corsair, che hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas.
Le esplosioni a Bandar Abbas sono state segnalate dai media iraniani, che non hanno fornito ulteriori dettagli sulle cause. Tuttavia, le difese aeree iraniane sono state attivate, indicando una risposta immediata agli attacchi. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che l’Iran rimarrà sempre il ‘custode’ dello Stretto di Hormuz, sottolineando l’importanza strategica della regione.
Blocco navale e tensioni nello Stretto di Hormuz
A partire dalle 20:00 UTC del 14 luglio 2026, il Comando Centrale degli Stati Uniti inizierà ad applicare un blocco navale di tutti i porti e le aree costiere iraniane. Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane. Tuttavia, le spedizioni umanitarie saranno consentite ma soggette a ispezione.
Questa mossa ha suscitato reazioni contrastanti. Il portavoce dei Guardiani della rivoluzione, Hossein Mohebi, ha dichiarato che l’interferenza degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz ha gravemente messo in pericolo la sicurezza globale del petrolio e del gas. Trump, d’altra parte, ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto e che gli Stati Uniti ripristineranno il blocco iraniano, impedendo esclusivamente alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire.
Risposte degli Houthi e tensioni in Yemen
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver preso di mira l’aeroporto di Abha, in Arabia Saudita, in risposta ai raid sull’aeroporto di Sanaa. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha avvertito tutte le compagnie aeree di evitare di sorvolare lo spazio aereo del Regno dell’Arabia Saudita, sottolineando che tali avvertimenti devono essere presi seriamente finché non verrà revocato il blocco dell’aeroporto internazionale di Sanaa.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha dichiarato che gli attacchi avevano lo scopo di impedire l’atterraggio di un aereo iraniano. Gli Houthi hanno affermato che l’aereo ha cambiato rotta ed è atterrato all’aeroporto di Hodeida. La situazione in Yemen rimane tesa, con continui scontri e attacchi aerei.
