Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un nuovo picco con l’annuncio del presidente Donald trump di ripristinare il blocco navale nello Stretto di Hormuz e di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani. La situazione si è ulteriormente complicata con le dichiarazioni di Teheran che rivendica attacchi contro basi americane in Giordania, Bahrein e Kuwait.
Lo Stretto di Hormuz, una delle vie marittime più strategiche al mondo, è diventato il teatro di un pericoloso gioco di potere tra le due nazioni. Le ultime dichiarazioni di Trump e le reazioni iraniane lasciano presagire un’escalation che potrebbe avere ripercussioni globali.
Il blocco navale e le dichiarazioni di Trump
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il ripristino del blocco navale contro le navi iraniane e i loro ‘clienti’. Secondo Trump, lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, ma solo alle navi che non hanno legami con l’Iran. “Stiamo comandando l’Iran a bacchetta dopo che loro l’hanno fatto per 47 anni”, ha dichiarato Trump durante un evento alla Casa bianca.
Il blocco navale entrerà in vigore alle 22 di domani sera, ora italiana, e sarà gestito dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Le forze armate statunitensi continueranno a garantire il flusso del traffico marittimo per tutte le navi che non violano il blocco.
Trump ha anche annunciato che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “stasera e domani”, durante un’intervista radiofonica con Hugh Hewitt. “Presto bombarderemo in Iran l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain”, ha affermato il presidente, riferendosi a un complesso sotterraneo vicino a Natanz, a 300 km a sud di Teheran.
Le reazioni iraniane e gli attacchi nello Stretto di Hormuz
L’Iran ha risposto con fermezza alle dichiarazioni di Trump. La televisione statale iraniana Irib ha riportato che la Marina iraniana ha lanciato missili da crociera contro una “nave ostile del nemico americano” e contro siti militari strategici degli Stati Uniti in Kuwait. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha confermato che diverse navi nello Stretto di Hormuz sono state attaccate.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha replicato alle dichiarazioni di Trump affermando che “l’Iran è sempre stato il custode dello Stretto di Hormuz e lo rimarrà per sempre. Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi”. Araghchi ha anche dichiarato che l’Iran ha colpito obiettivi americani in Giordania, Bahrein e Kuwait.
La Guardia Rivoluzionaria Iraniana ha affermato che gli Stati Uniti stanno mettendo in pericolo la sicurezza del petrolio mondiale interferendo nello Stretto di Hormuz. “Continueremo a esercitare con forza la sovranità e il controllo sullo Stretto di Hormuz e costringeremo gli stranieri e i loro alleati ad arrendersi alla volontà del popolo iraniano”, ha dichiarato il portavoce Hossein Mohebi.
Le conseguenze globali e le reazioni internazionali
Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno sollevato preoccupazioni a livello globale. L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha dichiarato che non esiste alcuna base giuridica per imporre tariffe obbligatorie per il transito attraverso uno stretto. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha affermato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto senza pedaggi.
La Lega Araba ha espresso preoccupazione per le sfide aperte nella regione e ha dichiarato che non rimarrà inerte di fronte alle crisi. “Non lasceremo la regione in balia di chi non ne fa parte”, ha affermato il segretario generale Nabil Fahmy.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a crescere, con conseguenze che potrebbero avere un impatto significativo sulla sicurezza e l’economia globale. La situazione nello Stretto di Hormuz rimane critica, con entrambe le parti pronte a difendere i propri interessi con ogni mezzo necessario.
