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"Ignora Ravagnani, che squallore". Diaco sorride in diretta e non si scusa: travolto dalle polemiche

"Ignora Ravagnani, che squallore". Diaco sorride in diretta e non si scusa: travolto dalle polemiche

Pierluigi Diaco torna a BellaMa' dopo la bufera per l'intervista ad Alberto Ravagnani, nessuna scusa in diretta: sui social cresce l'indignazione e arrivano nuove critiche al conduttore.

Le polemiche intorno a Pierluigi Diaco non si placano dopo il confronto con Alberto Ravagnani, andato in onda martedì 3 novembre durante BellaMa’, su Rai2. Il conduttore era atteso al varco nella puntata successiva, con molti telespettatori che si aspettavano almeno un chiarimento per le domande rivolte all’ex sacerdote sulla sua vita privata e sulla sfera sessuale.

Ma oggi, mercoledì 4 novembre, all’apertura della trasmissione, non è arrivata alcuna scusa. Una scelta che ha ulteriormente alimentato le critiche sui social.

Diaco torna a BellaMa’ dopo la bufera su Ravagnani, ma non si scusa: esplode la polemica

Il presentatore si è mostrato regolarmente davanti alle telecamere, con il consueto sorriso, dando il via alla puntata senza affrontare quanto accaduto il giorno precedente.

Dopo aver anticipato gli argomenti in programma e ricordato il regista Tinto Brass, è passato agli altri temi della trasmissione, tra cui quello degli amori tossici. Nessuna spiegazione, dunque, sulle modalità dell’intervista che ha suscitato tante contestazioni.

Il confronto con Ravagnani, ex sacerdote oggi concorrente di Ballando con le Stelle, era partito dal suo libro autobiografico e dalle ragioni che lo hanno portato a lasciare il sacerdozio.

Diaco aveva poi spostato l’attenzione sulla sua vita sentimentale, ponendo domande dirette sull’orientamento sessuale e sulle esperienze intime successive all’abbandono dell’abito talare. Dopo aver dichiarato di essere attratto dalle donne, Ravagnani aveva manifestato il proprio disagio: “Mi stai mettendo in difficoltà, portandomi su un terreno dove chiunque qui sarebbe in difficoltà“. Il conduttore aveva difeso il proprio approccio, sostenendo che chi sceglie di raccontarsi pubblicamente debba accettare anche domande scomode. Da qui la provocazione: “Non pensi che dopo le cose profonde di cui hai tenuto a renderci partecipi, tu meriti domande dirette al limite della maleducazione?“.

Da Selvaggia Lucarelli a Madame, pioggia di critiche: interviene anche la Rai

Il silenzio di Diaco nella puntata successiva ha provocato nuove reazioni. Diversi telespettatori hanno contestato la decisione di non affrontare la vicenda, chiedendo spiegazioni e scuse pubbliche. Tra i commenti comparsi online si legge: “Inaccettabile che la puntata sia iniziata senza una parola su quanto successo. Far finta di nulla e non prendere alcun provvedimento di fronte al bullismo catodico è vergognoso“.

A prendere posizione sono stati anche diversi personaggi dello spettacolo. Selvaggia Lucarelli ha condiviso su Instagram il filmato dell’intervista, accompagnandolo con un commento molto duro: “La violenza di questa intervista. Il modo in cui cerca di frugare nella sua vita, il rancore gratuito, le domande con la bava alla bocca“. La cantante Madame ha invece scritto “Mamma mia poverino“, mentre Vladimir Luxuria ha ricordato che nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a parlare della propria intimità: “Ognuno decida COME, QUANDO e SE parlare del proprio orientamento sessuale, della sfera intima dei propri desideri e sentimenti“. Sulla vicenda sono intervenuti inoltre gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai, che hanno definito l’intervista “un’aggressione verbale in piena regola“, chiedendo le scuse del conduttore e dei responsabili del programma.

Di parere diverso Federica Frangi, consigliera del Cda Rai indicata da Fratelli d’Italia, che ha difeso Diaco giudicando sproporzionate le polemiche: “Un giornalista ha il diritto di porre domande scomode, dirette e provocatorie. L’intervistato ha, naturalmente, il diritto di non rispondere, ma il diritto di non rispondere non può trasformarsi nel divieto di fare domande“.

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