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Il piano del governo Draghi per un possibile razionamento del gas

Il decreto sugli aiuti militari a Kiev contiene anche una norma emergenziale: il piano del governo Draghi per un possibile razionamento del gas

bollette draghi

Ci sarebbe un piano del governo guidato da Mario Draghi per un possibile razionamento del gas e l’Italia si preparerebbe ad adottare misure emergenziali contro gli effetti della guerra in Ucraina. Gli step dell’ultimo decreto del governo sugli aiuti militari a Kiev mettono anche in agenda l’autorizzazione ad aumentare l’offerta o ridurre la domanda di gas.

È un Piano B non ancora attuato ma già in spunta. E cosa norma? L’immediata riduzione del consumo del gas in caso di necessità all’interno delle centrali elettriche al momento attive.

Piano per il razionamento del gas, come funzionerebbe

Come? Per mezzo della massimizzazione della produzione da altre fonti. Le rinnovabili non verrebbero toccate ed il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, adotterà i “provvedimenti e atti di indirizzo, per l’aumento della disponibilità di gas e alla riduzione programmata dei consumi di gas previste dal Piano di emergenza“.

Cingolani comunicherà poi il tutto “nella prima riunione del Consiglio dei ministri successiva all’adozione delle misure”.

Terna dovrà occuparsi delle operazioni concrete

C’è dell’altro: riduzione del consumo di gas nelle centrali elettriche e termoelettriche e delega a Terna, gestore della rete, per operare. In caso di razionamento del gas Terna predisporrà “un programma di massimizzazione dell’impiego degli impianti di generazione di energia elettrica con potenza termica nominale superiore a 300 MW, che utilizzano carbone o olio combustibile in condizioni di regolare esercizio”.

Tutto questo in un arco temporale a doppia opzione: “Per il periodo stimato di durata dell’emergenza” o fino al contrordine del Ministero della Transizione ecologica.

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