Nel pomeriggio del 23 settembre, durante la fiera di San Settimio a Jesi, una bambina di tre anni ha vissuto un episodio di soffocamento causato da un chicco d’uva. L’incidente, avvenuto tra i banchi della manifestazione, ha portato la piccola in arresto cardiaco e a un ricovero d’urgenza nel reparto di rianimazione pediatrica dell’Ospedale G. Salesi di Ancona.
Il tentativo di far espellere il seme da parte dei familiari non ha avuto successo, e il poco più di venti minuti successivi hanno visto l’intervento di due medici di passaggio che, nonostante la confusione della fiera, sono riusciti a iniziare le manovre di rianimazione. Subito dopo è stato allertato il 112, che ha inviato sul luogo un’ambulanza della Croce Rossa di Jesi e, poco dopo, un’eliambulanza da Torrette.
Primo soccorso e trasferimento al Salesi
Grazie all’intervento tempestivo dei medici, la bambina è stata stabilizzata al pronto soccorso dell’Ospedale di Jesi, da dove è stata trasportata in ambulanza all’ospedale regionale di Ancona e, nella notte, trasferita nell’unità di rianimazione pediatrica del Salesi. Una volta arrivata, è stata intubata, sottoposta a sedazione farmacologica profonda e posta in ventilazione meccanica.
Le autorità sanitarie hanno comunicato che la sua prognosi è attualmente riservata con monitoraggio continuo delle funzioni vitali.
Le manovre che hanno salvato la vita
Il primo minuto è cruciale in caso di occlusione totale delle vie aeree la perdita di ossigeno può sfociare in perdita di coscienza e arresto cardiaco in pochi secondi. I due medici intervenuti hanno applicato le manovre di disostruzione raccomandate per i piccoli, riuscendo a far ristabilire il battito cardiaco della bambina prima del trasferimento.
Alessandro Simonini, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Salesi e responsabile dell’Area Materno-Infantile della SIAARTI, ha sottolineato che l’inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima. Secondo lui, la fascia d’età più a rischio è quella da 0 a 4 anni, poiché i bambini piccoli non hanno ancora un coordinamento efficace tra masticazione, deglutizione e respirazione.
Le linee guida del Ministero della Salute invitano a modificare la forma e le dimensioni degli alimenti piccoli, rotondi o cilindrici – come uva, ciliegie, frutta secca, wurstel, mozzarelline, carote a fette, arachidi e pistacchi – evitando che si trasformino in tappi per le vie aeree. Non si tratta di vietare questi cibi, ma di presentare porzioni adeguate all’età del bambino.
Consigli pratici per genitori ed educatori
Simonini ha ricordato l’importanza di far mangiare il bambino seduto sotto la costante supervisione di un adulto, evitando gioco, corsa o chiacchiere con il cibo in bocca. Inoltre, ha ribadito quanto sia fondamentale diffondere la formazione sulle manovre di disostruzione e sulla rianimazione cardiopolmonare pediatrica a genitori, nonni, insegnanti e chiunque trascorra tempo con i più piccoli.
Un avvertimento aggiuntivo riguarda gli episodi in cui il bambino sembra migliorare dopo una prima tosse: un corpo estraneo può restare intrappolato in un bronco provocando difficoltà respiratorie, infezioni ricorrenti o complicanze più gravi. In presenza di tosse persistente, respiro sibilante o difficoltà respiratoria, è consigliabile una valutazione medica anche se i sintomi sembrano attenuarsi.
Il caso di Jesi rimane un monito concreto sulla fragilità dei più piccoli di fronte a cibi apparentemente innocui. La rapidità dell’intervento medico ha salvato la vita della bambina, ma la sua prognosi riservata ricorda che la prevenzione e la conoscenza delle tecniche di emergenza rimangono i pilastri fondamentali per evitare tragedie simili.
