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Yacht sequestrato dalla Guardia di Finanza di Roccella Jonica

Yacht sequestrato dalla Guardia di Finanza di Roccella Jonica

Il lavoro congiunto da parte dell'ADM con la Guardia di Finanza ha scoperto una situazione critica per una barca extra UE in acque italiane.

Il tema di imbarcazioni di lusso presenti nelle acque territoriali europee e soprattutto italiane non è certamente nuovo ed ogni volta che si vede una nave sospetta partono le indagini degli esperti che puntano a capire chi sia il proprietario e di dove è originaria l’imbarcazione, la procedura è stata la medesima per una nave sospetta di grandi dimensioni.

Evasione di oltre 2 milioni di euro

La principale colpa di chi possiede l’imbarcazione è quella di aver evaso oltre due milioni di euro nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza congiuntamente con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Stando alla ricerca condotta la barca era originaria di un paese extra UE ed avrebbe goduto – come dichiarato dall’armatore – di una sospensione dei diritti dogali e quindi poteva stare stabilmente in acque europee.

Solo che dalle ricerche questa possibilità sarebbe scaduta e quindi la barca non poteva più restare in acque italiane e sarebbe dovuta tornare nel paese d’origine.

Ipotesi di contrabbando aggravato

Nelle indagini condotte dai finanzieri è emersa la possibilità di contrabbando aggravato da parte del proprietario dell’imbarcazione motivo per cui si è deciso di disporre il sequestro dello yacht.

Difatti la barca, come riporta LiberoQuotidiano, è stata sequestrata dai finanzieri grazie al lavoro svolto dall’ufficio ADM Calabria 3 presente a Roccella Jonica che ne ha permesso di comprendere origine e proprietario che avrebbe commesso il contrabbando.

Essendo appartenente ad un paese extra-UE è partita l’ipotesi, non confermata, che l’imbarcazione fosse appartenente ad un oligarca russo che avrebbe scelto le acque italiane per ormeggiare la propria barca di lusso.

Non è il primo dato che in passato sono state fermate e verificate altre barche russe che erano state ormeggiate in Italia in quel caso però in modo regolare per sfuggire alla difficile situazione derivante dal conflitto con l’Ucraina iniziato nel febbraio del 2022.

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