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Iran, pressione tra Stretto di Hormuz e nucleare: i punti critici dei colloqui con gli Usa

Iran, pressione tra Stretto di Hormuz e nucleare: i punti critici dei colloqui con gli Usa

Tensioni geopolitiche tra Stretto di Hormuz, dossier nucleare iraniano e equilibri regionali in Medio Oriente: nel dettaglio i colloqui con gli Usa.

Il quadro geopolitico del Medio Oriente resta altamente instabile, con tensioni che coinvolgono rotte strategiche, dossier nucleari e negoziati regionali. In particolare, lo Stretto di Hormuz e le relazioni tra Iran, Usa e Israele continuano a influenzare equilibri energetici e diplomatici, mentre proseguono i colloqui su sicurezza, traffici commerciali e accordi militari nell’area.

I colloqui tra Iran e Usa: Stretto di Hormuz e dinamiche del traffico marittimo

Lo scenario nello Stretto di Hormuz resta al centro delle tensioni regionali, ma con segnali di riapertura parziale ai traffici commerciali. Secondo l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahrain, la rotta è attualmente “completamente aperto alle navi commerciali”, in linea con un’intesa preliminare tra Teheran e Washington. Le imbarcazioni possono transitare senza pagare tariffeper sessanta giorni”, mentre le condizioni successive dipenderanno dall’evoluzione dei negoziati.

Sul piano operativo, la piattaforma Kpler ha registrato lunedì il passaggio di almeno 35 navi cisterna e cargo, un dato record dall’inizio del conflitto, anche se ancora lontano dai livelli precedenti alla crisi, quando il traffico giornaliero raggiungeva circa 120 unità.

A rafforzare la posizione iraniana è intervenuto anche il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf, che ha affermato: “Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra.

Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l’Iran a gestire lo Stretto di Hormuz”. Una dichiarazione che sottolinea la volontà di Teheran di mantenere un ruolo centrale nel controllo della rotta strategica, pur nel rispetto formale del diritto internazionale.

I colloqui tra Iran e Usa: dossier nucleare, fondi congelati e tensioni regionali

Sul fronte nucleare, come riportato dall’Agi, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che Teheran non consentirà agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di accedere ai siti colpiti durante i recenti attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele. Ha inoltre precisato che non esiste un “calendario preciso” per eventuali ispezioni e che la delegazione iraniana in Svizzera non ha incontrato il direttore generale Rafael Grossi nell’ultimo ciclo di colloqui.

In parallelo, Baghaei ha affrontato anche la questione dei capitali iraniani sbloccati, affermando: “In definitiva, non ci troviamo di fronte ad alcuna restrizione su come utilizzare questi fondi. I nostri beni saranno impiegati in assoluta libertà”, criticando le ipotesi secondo cui tali risorse sarebbero destinate esclusivamente ad acquisti agricoli negli Stati Uniti.

Sul piano regionale, il portavoce ha indicato progressi nei negoziati tra Israele e Libano, sostenendo che “si raggiungeranno gli accordi definitivi nei prossimi giorni” e definendo il conflitto tra Israele e Hezbollah una “questione molto complessa”, in un contesto che Teheran considera ancora instabile a causa delle operazioni militari in corso e delle accuse rivolte a Israele per i continui attacchi.

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