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Italia e Ucraina: cooperazione per la resilienza del patrimonio culturale

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Il ministro Alessandro Giuli ha ribadito l'impegno italiano a Leopoli durante la 'Seconda conferenza sulla cultura ucraina', promuovendo interventi per Odessa, sostegno al settore audiovisivo e contrasto alla disinformazione

La missione del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a Leopoli è stata pensata come un segnale politico e culturale: partecipando lunedì 30 marzo alla “Seconda conferenza sulla cultura ucraina: cooperazione per la resilienza”, l’Italia ha ribadito il proprio sostegno alla richiesta ucraina di una pace giusta e duratura e alla tutela del patrimonio artistico minacciato dal conflitto. Durante l’incontro, organizzato dal governo ucraino e presieduto dalla vice prima ministra e ministra della Cultura, Tetyana Berezhna, sono state confermate priorità condivise su interventi di protezione, conservazione e valorizzazione.

La conferenza ha rappresentato anche un momento di coordinamento con le iniziative internazionali già avviate: si è richiamato lo slancio dato dalla Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina di Roma, tenutasi il 10 e 11 luglio 2026, e sono state valutate azioni concrete per sostenere le istituzioni culturali locali. All’interno del dibattito è emersa la volontà di rispettare la sovranità e le priorità individuate da Kiev, evitando interventi imposti dall’esterno e privilegiando partenariati sul territorio.

Impegni concreti per la ricostruzione

L’Italia si è offerta di intervenire in modo mirato a partire dalla regione di Odessa, con progetti di recupero per musei, biblioteche e teatri danneggiati, e con la ristrutturazione di luoghi simbolo destinati a diventare fari di memoria e di vita sociale. Il Ministero ha annunciato la disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e risorse umane per campagne di restauro e per piani di gestione del patrimonio che tengano conto delle esigenze della comunità locale. Questi interventi saranno pensati per essere sostenibili nel tempo e per favorire il ritorno di attività culturali e sociali.

Formazione del personale locale

Un pilastro dell’impegno italiano sarà la formazione: restauratori, conservatori e manager culturali ucraini potranno beneficiare di percorsi specialistici tenuti da esperti italiani, progettati per trasferire conoscenze operative e metodologie internazionali. L’obiettivo è creare capacità locali autonome in grado di gestire interventi di lungo periodo, valorizzando tecniche di conservazione scientifica e strumenti di governance museale. Questo approccio punta a combinare solidarietà immediata e costruzione di competenze durevoli.

Supporto al settore audiovisivo

Parallelamente all’azione sul patrimonio materiale, l’Italia ha ricordato il proprio sostegno al settore audiovisivo ucraino: dal 2026 il Paese ha aderito al Fondo europeo di solidarietà per i film ucraini, una misura che sostiene produzioni e talenti in costante crescita nonostante la guerra. Il rafforzamento di questo settore è visto come parte integrante della ricostruzione culturale, capace di preservare narrazioni, memoria e identità contemporanea, oltre a promuovere la visibilità internazionale dei creativi ucraini.

Visite istituzionali e testimonianze sul campo

Nell’ambito della missione a Leopoli, Giuli ha visitato, insieme a Tetyana Berezhna e al sindaco Andrij Sadovyi, la Chiesa di Sant’Andrea (nota come Chiesa e Monastero dei Bernardini), un complesso del XVII secolo incluso nel centro storico riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità, recentemente danneggiato dall’attacco aereo russo del 24 marzo scorso. La visita ha avuto un significato simbolico forte, unendo la dimensione della perdita a quella della volontà di conservazione e ricostruzione.

Iniziative culturali e memoria

Tra i momenti più significativi, Giuli e le autorità ucraine hanno reso omaggio ai caduti al Cimitero di Lychakiv, luogo di memoria collettiva per la città. La missione ha toccato anche la Galleria Zag, inaugurata a febbraio 2026 in pieno contesto bellico per dare spazio ai talenti contemporanei ucraini: la sua mostra inaugurale, “Il Piccolo Principe”, era stata ospitata al Museo delle Civiltà a Roma da luglio a settembre 2026 in occasione della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina, un esempio di continuità nei progetti culturali tra Italia e Ucraina.

Implicazioni politiche e contrasto alla disinformazione

Oltre agli aspetti tecnici e simbolici, il messaggio principale dell’Italia è stato politico: la difesa e la rigenerazione della cultura ucraina devono essere al centro dell’agenda europea e internazionale, sempre nel rispetto delle priorità decise da Kiev. È stato inoltre ribadito l’impegno a contrastare ogni forma di propaganda e disinformazione proveniente dalla Russia, proteggendo le nostre società aperte e la verità storica e culturale che sostiene il percorso di ripresa del Paese.

In chiusura, la missione di Giuli a Leopoli ha voluto combinare concretezza tecnica, empatia simbolica e strategia politica: mettere insieme competenze italiane e necessità ucraine per costruire percorsi di recupero che siano efficaci, rispettosi e orientati al futuro, con l’arte e la cultura come leve per la resilienza e la riconciliazione sociale.