La querelle tra Barbara D’Urso e Mediaset è diventata pubblica e procede ora verso i luoghi della giustizia dopo il fallimento di una mediazione. La conduttrice ha scelto strumenti social per replicare a quanto filtrato da fonti vicine all’azienda, pubblicando in particolare una storia su Instagram nel pomeriggio di sabato 25 aprile in cui contesta la versione fornita dal Biscione.
Il confronto ruota attorno a ricostruzioni dei fatti, richieste contrattuali e voci sulle proposte di palinsesto, elementi che hanno trasformato una rottura professionale in una controversia legale aperta.
Nel suo intervento la D’Urso ha voluto sottolineare come, contrariamente a quanto riportato da alcune fonti, non fosse «ferma da anni» nel periodo citato dall’azienda, pubblicando clip di produzioni in cui era impegnata.
Le produzioni citate comprendono la serie girata nel 2001 con Christian De Sica, “Lo zio d’America” (andata in onda nel 2002), e la partecipazione alla fiction “Orgoglio”, girata nel 2003 e trasmessa nel 2004 su Rai 1, elementi che la conduttrice usa per contestare la narrazione odierna.
I punti del contendere
Al centro della disputa emergono diversi aspetti tecnici e contrattuali: la mancata riconferma del contratto nel 2026 per la prosecuzione di Pomeriggio 5, la presunta richiesta della conduttrice di condurre due prime serate non ritenute compatibili con il palinsesto, e le rivendicazioni economiche su compensi e diritti.
Mediaset ha inoltre ricordato che, nel corso della collaborazione pluridecennale, la signora D’Urso avrebbe percepito somme importanti, cifrate dall’azienda intorno ai 35 milioni di euro per i contratti, oltre ai proventi pubblicitari non quantificati.
Le richieste dell’azienda
Da Cologno Monzese la ricostruzione ufficiale afferma che, in fase di rinnovo contrattuale del 2026, fu proposta a D’Urso la prosecuzione di Pomeriggio 5, mentre l’interruzione dell’accordo sarebbe derivata dalla sua pretesa di condurre due prime serate. Secondo le fonti aziendali, l’allontanamento non sarebbe collegato a un cambio di linea editoriale, ma a esigenze di palinsesto. La posizione di Mediaset è stata anche formalizzata dall’avvocato dell’azienda in una nota che respinge le pretese risarcitorie come infondate e sottolinea la fiducia in un esito giudiziario favorevole.
Le rivendicazioni di D’Urso
La conduttrice, dal canto suo, contesta diversi elementi: chiede pubbliche scuse per un post offensivo del profilo ufficiale Qui Mediaset, mette in discussione il rispetto del Codice Etico e reclama il pagamento dei diritti d’autore per programmi ideati o firmati come autrice in oltre sedici anni di attività. Tra le questioni sollevate c’è anche la titolarità del format Live non è la D’Urso, oltre alla presunta imposizione di liste ospiti da approvare da parte di produzioni terze, elemento negato dalle fonti aziendali.
Ripercussioni professionali e percorso successivo
La fine del rapporto con Mediaset, avvenuta a dicembre del 2026, ha avuto ricadute pubbliche e professionali. Sostituita alla guida di Pomeriggio 5 da Myrta Merlino, la conduttrice ha definito la separazione dolorosa, ricordando il ruolo di primo piano ricoperto nel programma per quindici anni. Successivamente D’Urso ha intrapreso una fase di avvicinamento alla Rai, partecipando a Domenica In e a Ballando con le stelle, dove si è distinta ricollocando la propria immagine sulla scena televisiva nazionale.
La strada giudiziaria e ciò che resta da chiarire
Con la causa ora avviata, le parti si troveranno in tribunale per stabilire responsabilità, eventuali risarcimenti e la verità su alcuni passaggi controversi: dalle richieste economiche iniziali al presunto ritorno in onda offerto nel 2003 con la conduzione del Grande Fratello. Mediaset ha ricordato quel passaggio per sostenere la propria versione, mentre la D’Urso insiste che la ricostruzione non rispecchia il suo percorso professionale. In attesa del confronto legale, entrambe le parti mantengono posizioni nette e una certa determinazione pubblica.
Cosa monitorare nei prossimi sviluppi
I punti da seguire con attenzione riguardano la quantificazione delle somme contestate, l’eventuale accertamento di violazioni del Codice Etico, la definizione dei diritti sui format e la veridicità delle affermazioni sulle offerte passate di palinsesto. Inoltre, la dichiarazione della conduttrice di voler raccontare «tutta la verità» lascia intendere che ulteriori dettagli potrebbero emergere nei prossimi giorni, influenzando la narrazione pubblica oltre che l’iter giudiziario.